Panariello a teatro: “Uno show per stupire”

Il suo nuovo spettacolo si intitola "Il Panariello che verrà" e sarà un "work in progress" con il suo pubblico. A Varese il 30 ottobre

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Torna sul palcoscenico con uno spettacolo tutto suo dal titolo “Il Panariello che verrà”. Dopo il tour che l’ha portato in tutta Italia, accanto ai colleghi Leonardo Pieraccioni e Carlo Conti, Giorgio Panariello ha scelto i teatri e lunedì 30 ottobre farà tappa in quello varesino.

Nello spazio di Piazza Repubblica porterà tutta la comicità che lo contraddistingue ma anche tante domande. Tra personaggi inediti e riflessioni taglienti, Panariello interrogherà se stesso e il pubblico. Cosa posso fare oggi per stupirvi? Cosa posso fare per farvi alzare la testa dal telefonino?, si chiede il comico. Una sorta di “work in progress”, dove il pubblico sarà protagonista.

Ha capito come “far alzare la testa dal telefonino” e come stupire il suo pubblico? Cosa ci dobbiamo aspettare da questo spettacolo?
«Lo dice il titolo stesso, “Il Panariello che verrà”, mi faccio domande sul Panariello del futuro, un futuro invaso da internet, dalla rete e dai social…in un’epoca in cui le battute, i personaggi e le storie corrono sempre più veloci dovevo scegliere se buttarmici a capofitto oppure farmi sopraffare, ho deciso di buttarmici dentro».

Qual è il suo rapporto con internet e i social?
«Non sono social…li uso lo stretto necessario per ringraziare o restare in contatto con chi mi segue e per tenermi aggiornato. Uso molto internet come tutti nella quotidianità per vedere il meteo, il traffico, cercare un posto ma non sono particolarmente social, lo ammetto. Ne percepisco i pro e i contro e mi limito nell’utilizzo».

Secondo lei siamo un’umanità ormai dipendente dal mondo dei social? Come si ritrova la “retta via”?
«Secondo me bisogna essere in grado di capire il bene e il male del mezzo e mantenere un certo distacco, usarlo solo quando necessario e non far ruotare la propria vita intorno a quello».

“Il Panariello che verrà” è un uomo che si pone domande. Il teatro sembra il mezzo ideale per trovare risposte. E’ così? E’ sempre stato così per lei?
«Dipende, il teatro è il modo più diretto, quello che dici e quello che fai è immediato. un po’ come la rete e il web in un certo senso. La televisione sicuramente ha un bacino più grande e ti permette di raggiungere più persone per volta ma il teatro ti da un rapporto con il pubblico più intenso».

Lei cercherà di stupire il suo pubblico ma oggi cosa è in grado di stupire lei?
«Ho fatto molto nella mia carriera, ho fatto tanto esperienze diverse ma penso che essere capaci di stupirsi sempre sia un ottimo modo per migliorarsi e rinnovarsi».

Ripensando agli inizi della sua carriera, quale consigli darebbe a quel ragazzo che iniziò a farsi strada imitando Renato Zero?
«Che la gavetta è importante, oggi diventa tutto più rapido, l’ascesa come la discesa. Bisogna crearsi delle basi solide di esperienza per poter “durare”».

Biglietti: Platea € 60,00 | 1° Galleria € 50,00 | 2° Galleria € 40,00 | 3° Galleria € 30,00. Clicca qui per i biglietti, Ticketone.

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2017
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