Nuova denuncia del Comitato Noi per l’ospedale su chirurgia e PS

Giorgio Arca, presidente del Comitato Noi per l'Ospedale, pubblica una nuova accusa sulla chirurgia e del pronto soccorso. Polemico anche il consigliere Mirabelli

monoblocco ingresso

Nuovo volantino del Comitato “Io per l’ospedale” per denunciare situazioni difficili all’interno del Circolo di Varese. Dopo l’analisi sul Del Ponte, il Comitato analizza le questioni relative a pronto soccorso e chirurgia universitaria.

La partenza della squadra dell’ex primario Renzo Dionigi, uno dei padri dell’università dell’Insubria, ha lasciato perplessi. La polemica era stata innescata dal chirurgo specializzato in laparoscopica Luigi Boni chiamato a dirigere la chirurgia milanese del Policlinico : lui stesso affermò di essere costretto a emigrare per la volontaria riduzione degli spazi lasciati alla chirurgia clinica da parte della direzione aziendale: « La Chirurgia 1 universitaria – si legge nel volantino – era un fiore all’occhiello della sanità varesina e punto di riferimento per i cittadini, grazie al Prof. Renzo Dionigi, sotto il quale si erano formate vere e proprie eccellenze nella chirurgia mini invasiva e oncologica, riconosciute a livello mondiale. Ebbene, oggi queste eccellenze non ci sono più! Nel giro di qualche mese, il prof. Luigi Boni, se ne è andato, con grande dispiacere, sbattendo la porta, dichiarando “Sono nato professionalmente in questo ospedale dove sono cresciuto sotto una guida molto brava e illuminata. Ora me ne devo andare. Le scelte aziendali non mi lasciano altra scelta” perchè a Varese non c’era futuro né posto per lui, così come il prof. Gianlorenzo Dionigi Renzo e il dr Dott. Stefano Rausei sono stati costretti a dire addio al nostro ospedale”.  Ben tre figure apicali, straordinari professionisti, che abbiamo perso perchè sono stati messi in condizioni di dover andare altrove. La Direzione Generale, infatti, indirizzata dalla politica, aveva deciso, con assoluta esclusività, di spostare tutta la chirurgia oncologica dalla Chirurgia 1, alla Chirurgia 2, ospedaliera, togliendo la possibilità a questi professori di lavorare nel campo in cui eccellevano e di poter formare nuovi medici. … Tutto questo con il silenzio assordante dell’Università che, evidentemente sta cercando altri ospedali, ad esempio Como, dove ripartire. Purtroppo ha ragione il Dott. Carlo Ballerio nell’affermare che abbiamo una facoltà di medicina e chirurgia ridimensionata».

Il Comitato analizza poi la delicata situazione del pronto soccorso, un tema ricorrente: « Al Pronto Soccorso – affermano Giorgio Arca e il Comitato – ci sono gravi criticità note e segnalate più volte dal personale al direttore generale Dott.Bravi, soprattutto in merito alla tristemente famosa barellaia, dove le persone, attendono il posto in reparto, anche diversi giorni, in spazi insufficienti, con assenza di adeguati arredamenti sanitari, privacy inesistente, drammatica sproporzione tra numero di pazienti e servizi igienici, con una spaventosa carenza di personale, che viene esposto ad un elevato rischio di errore».

Il Comitato si lancia in una disamina del sistema organizzativo complesso che, accusa, fa apparire il congestionamento meno gravoso di quello che è. Quello che descrivono un sistema di “scatole cinesi” è, fa sapere l’Asst Sette Laghi, una normale gestione dei pazienti  che non “scompaiono” ma vengono gestiti con codifiche specifiche interne, senza rilasciare alcuna altra dichiarazione.

Un ultimo appunto del Comitato riguarda il “Trauma Center”: « Da circa 5 anni Varese ha il nulla osta dalla Regione. I requisiti prevedono che un team di e chirurghi e infermieri siano dedicati solo ed esclusivamente alle urgenze emergenze. Ma ancora non esiste. Ci è stato detto che è stato fatto un concorso per questo a tempo determinato e non si è presentato nessuno. Fatto grave per Varese che come ospedale non sia ambito».

Il secondo volantino del Comitato mette in luce ulteriori problemi di un ospedale su cui il Comune chiede da tempo chiarimenti. Nei giorni scorsi, il consigliere Fabrizio Mirabelli si era lamentato, sulla sua pagina Facebook, del silenzio da parte della direzione Asst : « Nel settembre dell’anno scorso, il Comune di Varese ha invitato il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, dott. Bravi, a venire nell’apposita Commissione consiliare a spiegare cosa sta succedendo e a fornire possibili soluzioni. Lo stiamo ancora aspettando….probabilmente il Comune di Varese non esercita su di lui la stessa attrattiva della Scala di Milano, di cui sappiamo essere abbonato. Ma non è giunto il momento che Regione Lombardia dia delle risposte ai cittadini contribuenti che pagano le tasse anche per avere una sanità che funzioni?»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Marzo 2018
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