Lecci di Via De Angeli, ecco cosa dicono gli agronomi

E' stata pubblicata sul sito del Comune la perizia degli agronomi sullo stato di salute delle tredici piante che dovrebbero essere abbattute. Lunedì la decisione

Viale De Angeli a Laveno Mombello, lungolago

E’ stata pubblicata sul sito del Comune la perizia degli agronomi sullo stato di salute di alcuni alberi del territorio ed, in particolare, sullo stato dei lecci di Viale De Angeli. I cittadini possono quindi consultare la lunga documentazione riguardante anche i tredici lecci da mesi al centro del dibattito. 

Secondo il progetto di riqualificazione del lungolago infatti, le piante andranno abbattute per essere sostituiti con dei platani. Una decisione che ha sollevato molte proteste da parte di un gruppo di cittadini che ha chiesto a gran voce di rivedere il piano dei lavori.

LA PERIZIA DEGLI AGRONOMI 

Lunedì 28 gennaio l’amministrazione comunale comunicherà la sua decisione durante un’assemblea pubblica ma intanto dalla relazione si legge che sono uno dei 12 alberi risulta malato: “Complessivamente il filare di lecci è costituito da esemplari con un buon vigore vegetativo, esenti da malattie e difetti strutturali tali da ritenere compromesse la loro stabilità e/o vitalità. Sono stati ascritti alla classe B e dovranno essere ricontrollo biennale. Ad eccezione del leccio n.381 che verte invece in uno stato irreversibile di deperimento. Attribuito alla Classe D dovrà essere abbattuto”.

Nella relazione si legge inoltre: “Si tratta di un filare di lecci radicato lungo lago costituito da individui pressoché coetanei presumibilmente di 70-80 anni di età. Tali esemplari costeggiano la passeggiata lungo lago e un viale carrabile a bassa percorrenza da parte di autovetture. È luogo di transito pedonale e di sosta delle persone: in prossimità degli alberi sono presenti diverse attività di ristorazione con dehors per mangiare all’aperto. Un paio di alberi si trovano radicati in corrispondenza dei dehors, inseriti all’interno di pavimentazione galleggiante (foto n°5). Altri sono radicati in aiuole rialzate e altri ancora bordo strada, avendo da un lato superficie asfaltata e dall’altro pavimentazione in cubetti di porfido (foto n°6-7). In alcuni punti sono state osservate interferenze significative con i manufatti e con gli elementi di arredo esistenti (foto n°8-10). In tale ambito la probabilità che un bersaglio venga colpito da parte dell’intero albero o di una delle sue parti è alta”.

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Pubblicato il 23 gennaio 2019
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