Quattro mesi di spesa senza imballaggi, ecco com’è andata

Primi risultati sul sacco viola, che è sette volte più leggero. Una montagna di plastica in meno e la forma più importante di educazione: l’esempio

Non bisogna essere santi – come Francesco – per aiutare la natura, basta solo essere un po’ “sballati“, aggettivo coniato per descrivere una famiglia di mamma, papà e figlio che da quattro mesi a questa parte ha deciso di vivere senza imballaggi. Al vino sfuso in tanti già oggi sono abituati. All’acqua delle “casette“, sparse in tutta la provincia, anche.
Ma per comprare la pasta senza busta in plastica o di cartone?
E per il detersivo?

Ancora: se si ha un bimbo in periodo di pannolino?

«Si riesce, si riesce, eccome», ha spiegato con un sorriso questa mattina Chiara Ricardi che ha raccontato in un momento pubblico il bilancio di questi quattro mesi.

Un percorso partito con la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti e durato 16, di settimane. E che continua. Chiara Ricardi, suo marito Lorenzo Serafin e loro figlio Dario: la “Famiglia Sballata” è stata l’esempio che ha avuto due risultati importanti: ridurre la quantità di rifiuti prodotta, e fare da esempio per altre famiglie (per ora sono cinque) che prenderanno il testimone, ma soprattutto per centinaia di ragazzi delle scuole superiori di Varese che stanno riflettendo sul loro futuro.
Parti del progetto sono Comune e Provincia di Varese (Osservatorio Provinciale dei Rifiuti) Legambiente, Acsm, Agam.

Avarie

I RISULTATI
E i risultati sono tangibili, come racconta la “mamma sballata”, Chiara Ricardi: «Il nostro sacco dell’indifferenziato, con la produzione di due settimane di rifiuti, pesa 600 grammi. Quello dei nostri vicini di casa 4,45 chilogrammi. Oltre sette volte più pesante». Numeri che parlano, insomma, anche se per diventare “sballati” è necessario ripensare completamente al proprio modo di fare la spesa: «Ci siamo organizzati con una serie di imballi riutilizzabili – spiega ancora Chiara – portauova richiudibile di plastica, sacchetti per la frutta riutilizzabili con tanto di targhetta in tessuto dove attaccare l’etichetta della pesata, tupperware e contenitori di ogni tipo per detersivi o saponi. Abbiamo trovato anche dei bellissimi “portapanini” per la merenda di Dario a scuola, e ovviamente la borraccia che, per l’occasione, Acsm Agam ci ha regalato. E di cui Dario, ormai, non può più fare senza».

Anche i fazzoletti di stoffa sono tornati in casa Serafin, al posto di quelli di carta: tante piccole, grandi novità, che li hanno resi una famiglia molto più “ecosostenibile”. Non è solo una questione di organizzazione dei contenitori: la grande distribuzione, infatti, non è molto d’aiuto. Nemmeno, però, le normative: «Stiamo lavorando con l’Ats Insubria e più su col Ministero dell’Ambiente per avere una griglia entro la quale muoverci – spiega Silvia Colombo dell’Osservatorio Provinciale dei Rifiuti – perché la normativa sulla sicurezza alimentare è un freno allo “sballo”, soprattutto per gli alimenti deperibili: in Italia oggi non è possibile portare da casa i propri imballi riutilizzabili e chiedere che vengano riempiti. A differenza della Spagna, dove le famiglie sballate catalane, cui ci siamo ispirati noi a Varese, non hanno avuto alcun problema ad acquistare i filetti di sogliola nei loro tupperware».

UNA MAPPA DELLO SBALLO (DA ARRICCHIRE)
La “spesa sballata” diventa una specie di caccia al tesoro per la città, alla ricerca di negozi che sposino una filosofia simile: «In occasione del passaggio di testimone con le altre famiglie sballate – dicono Chiara Ricardi e Silvia Colombo – abbiamo creato la “mappa sballata”, la mappa della città con i negozi in cui trovare quel che serve. Un inizio a cui collaborare, per promuovere anche un nuovo modo di fare il commerciante, oltre che il consumatore».
Così, accanto a realtà “prevedibili” come la Bottega Equa e Solidale di via Luini o i punti vendita NaturaSì, compaiono realtà “insospettabili”, come il Bar Glam di via Manin, dove la colazione prevede la possibilità di cereali sfusi da prendere tramite un dispenser e acqua potabile gratis, oppure il “Baretto di Carola” in via Castellini, punto di raccolta di frutta e verdura prodotti dalle vicine aziende agricole. Con tanto di cassetta per gli ortaggi da portare con sé e consegnare al negoziante da riempire. O il Benzinaio Eni di via Sanvito Silvestro: oltre al carburante, infatti, vende anche detersivi di qualunque tipo, ma “alla spina”.

CONVIENE?
E il portafogli che dice? «Sostanzialmente si va in pareggio – dice Chiara Ricardi – perché se su frutta e verdura si risparmia molto, i detersivi sfusi sono ancora un po’ più costosi di quelli confezionati».

Insomma, diventare Famiglia Sballata non costa di più, implica solo una diversa organizzazione. E, quello sì, un grande amore per il pianeta. «Questa esperienza è sicuramente da valorizzare, e sono molto contento che Chiara e Lorenzo possano passare il testimone ad altre famiglie – dice Dino De Simone, assessore all’Ambiente del comune di Varese – i dati relativi al loro sacco viola parlano chiaro: pur non riuscendo a rinunciare completamente agli imballaggi, producono rifiuti in quantità sette volte minore a prima. Chi ha a cuore non solo il pianeta, ma anche la qualità della vita nella propria città, e il costo della gestione dei rifiuti, deve pensare seriamente ad imitarli».

Per Simone Longhini, consigliere provinciale delegato all’Ambiente «è na bellissima iniziativa che dimostra come con un po’ di attenzione, una diversa organizzazione domestica e dei piccoli gesti quotidiani si può davvero fare molto per l’ambiente riducendo la quantità dei rifiuti prodotti. Tutti però devono fare la propria parte, non solo le famiglie che ringrazio x il loro impegno dall’alto livello educativo. È stato positivo anche il coinvolgimento del Liceo Artistico Frattini di Varese: grazie all’Osservatorio Provinciale dei Rifiuti, infatti, è stato attivato un progetto di alternanza scuola lavoro, che ha portato i ragazzi a produrre il logo dell’iniziativa e alcuni video, utili per divulgarla. Proseguiremo con convinzione su questa strada».

ACSM AGAM è lieta di consegnare le borracce che accompagneranno le nuove famiglie sballate nella loro avventura. Queste borracce si aggiungono a quelle consegnate all’inizio del corrente anno scolastico agli oltre 1.300 studenti di prima superiore degli istituti di Varese (Liceo Classico “Cairoli” – Liceo Scientifico “G. Ferraris” – Liceo Artistico Statale Frattini – Liceo Artistico Statale Frattini – Istituto St. Paritario De Filippi – Istituto professionale “Einaudi” – ISIS Isaac Newton – Scuola Europea Varese).

Oggi la “Famiglia Sballata“ passa il testimone ad altre quattro famiglie: questo è “lo sballo” da promuovere!

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Pubblicato il 28 febbraio 2019
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