Quale futuro per l’informazione su carta?

Dibattito tra editori nel 50° anniversario del Centro Stampa Ticino sul presente e sul futuro della carta stampata

Avarie

(Da sinistra: Fabio Soldati, Ferruccio De Bortoli, Pietro Supino e Urbano Cairo)

Carta e digitale, informazione di qualità e nuovi linguaggi, costi e difficoltà di un mercato sempre più difficile come quello editoriale.

Il tema è stato affrontato in occasione del cinquantesimo anniversario del Centro Stampa Ticino di Muzzano, in Canton Ticino, il più importante a sud di Zurigo, al quale hanno preso parte importanti personalità del mondo politico, economico e dell’editoria.

Il direttore Stefano Soldati ha riunito oltre cento ospiti che hanno partecipato ad una conferenza sul futuro dei giornali, moderata da Ferruccio de Bortoli, già direttore del Corriere della Sera ed editorialista del Corriere del Ticino, con Urbano Cairo, presidente di RCS MediaGroup, Pietro Supino, presidente del Gruppo Tamedia e Fabio Soldati, presidente  del Gruppo Corriere del Ticino.

«Un tema  scottante e particolarmente delicato – è stato spiegato dai promotori – se è vero come è vero che da una corretta informazione dipende la democrazia, base dei valori occidentali».

In vent’anni i quotidiani italiani hanno dimezzato le vendite, né va meglio per i periodici. Il pilastro pubblicità (vendite e abbonamenti non garantiscono il pareggio delle aziende editoriali, figurarsi gli utili), si è fortemente ridimensionato,  soprattutto dopo la Grande Recessione del 2008.

Assediata dal web, non amata dall’opinione pubblica, l’informazione offre ogni giorno un bollettino di guerra da ritirata di Russia, elencando chiusure, licenziamenti,  ridimensionamenti: «Per non morire – e questo è altamente improbabile, vedi quanto sta avvenendo per i libri, dei quali inattendibili Cassandre avevano già recitato il ‘de profundis’ – la carta stampata deve comunque sviluppare le piattaforme digitali, diversificare l’editoria on line, gestire l’intermediazione con il pubblico nell’e-commerce. E soprattutto smettere di regalare l’informazione ai social. L’informazione attendibile, di qualità, costa. Basti vedere la progressiva riduzione del numero di inviati qualificati sui vari fronti – di guerra, dell’economia, della politica – progressivamente sostituiti da free-lance non sempre professionalmente preparati».

Si è parlato anche di diritti d’autore: «Nel difficile contesto attuale, diventa fondamentale salvaguardare il diritto d’autore, oggetto di un acceso dibattito anche nell’Unione Europea; garantire finanziamenti pubblici ai mezzi di comunicazione – ha detto Urbano Cairo – e riesaminare la situazione della tv pubblica la quale, oltre a ricevere finanziamenti dallo Stato attraverso il canone imposto agli utenti, drena ingenti risorse pubblicitarie ai media privati».

Alla serata hanno partecipato i dirigenti del Corriere del Ticino, Fabio Pontiggia Direttore, Bruno Costantini vice, Tarcisio Bullo, i rappresentanti della famiglia fondatrice del Corriere, Antonio ed Emanuela Soldati con i figli Benedetta, Matteo e Stefano, il presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia Achille Colombo Clerici con la consorte signora Giovanna, la figlia Giulia e Stefano Simontacchi, l’ex Vescovo di Lugano Pier Giacomo Grampa, Lino Terlizzi, Giancarlo Dillena, Adriano Cavadini, Marco Cameroni, l’avvocato Bernasconi, l’editore Hoepli di Milano.

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Pubblicato il 25 Marzo 2019
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