Incendio alla Martica, chiesto il rinvio a giudizio

Per la Procura l'accusa è incendio boschivo colposo. Prosegue l'iter per la maxi sanzione da 7,5 milioni

L'incendio sulla Martica lunedì mattina

Dopo la chiusura delle indagini dalla Procura di Varese arriva anche la richiesta di rinvio a giudizio per l’uomo accusato di aver colposamente (quindi per un’imprudenza o una distrazione ) attivato l’incendio durato una settimana.

Le fiamme distrussero poco meno di 400 ettari di boschi tra due valli, e secondo le prime ipotesi investigative risultate dai rilievi dei carabinieri forestali della stazione di Arcisate, la scintilla che diede vita al rogo fu prodotta dall’incauto taglio di metalli con un utensile.

Il vento, oltre alle severe condizioni di gran secco del sottobosco, fecero il resto, tenendo impiegati i soccorsi per diversi giorni.

Le fiamme, scavalcato il crinale della Rasa il giovedì notte si spostarono in Valganna e dopo un giorno di inattività il fuoco ripartì arrivando a lambire il canneto del lago di Ganna.

Oltre alle responsabilità penali, è il verbale di sanzione amministrativa compilato dai carabinieri a spaventare: la cifra monstre da pagare per il responsabile si aggira a quasi 7 milioni e mezzo di euro frutto della moltiplicazione dell’importo per il ripristino previsto dalla legge per ettaro con l’estensione precisa del perimetro attraverso il quale si mossero le fiamme.

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Pubblicato il 23 maggio 2019
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