Incendio alla Martica, multa per 7 milioni e mezzo

La Procura ha chiuso le indagini poche settimane fa: il fuoco si è mangiato 376 ettari e ora è arrivato un conto salatissimo

Incendio Martica, venerdì 4 gennaio

Una scintilla nel corso di alcuni lavori che si posa sulle foglie secche, il vento che soffia, alimenta il fuoco e il tentativo di spegnerlo con la benna di un trattore. Ma nulla da fare, le fiamme già correvano su per la montagna, nella notte scendevano lungo l’altro versante dando per giorni filo da torcere a decine di volontari da terra appoggiati dai temerari lanci di Canadair e degli elicotteri.

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L’incendio della Martica ha un indagato per il reato di incendio boschivo colposo, e la Procura della repubblica di Varese ha da poco notificato la chiusura delle indagini per il reato di incendio boschivo colposo. Ma, come avvenuto per l’altro incendio di gennaio a Sorico, nel Comasco, ora arrivano anche le multe. Tecnicamente si tratta di una sanzione amministrativa prevista dalla normativa regionale, la legge 5 dicembre 2008, n. 31.

I carabinieri forestali della stazione di Arcisate hanno completato la perimetrazione complessiva dell’incendio, aiutati dalle speciali tecnologie in mano ai vigili del fuoco: i droni non servivano solo alla verifica dei focolai attivi anche di notte, e per concentrare i lanci d’acqua diurni, ma a anche per fare il bilancio complessivo delle aree sulle quali è passato il fuoco. E alla fine, gli ettari citati nel verbale dei carabinieri forestali sono 376. E il conto è salato: 7.448.495 euro, 83 centesimi.

Una somma enorme, tra l’altro elevata in forma “ridotta“, dicono gli investigatori. La legge regionale infatti, – parliamo del Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale – , all’articolo 61 numero 9 prevede che «chi distrugge o danneggia le superfici classificate a bosco a mezzo del fuoco, nonché distrugge o danneggia la rinnovazione forestale è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 105,57 euro a 527,85 euro per ogni 100 metri quadrati o frazione di superficie. Nelle aree e nei periodi a rischio di incendio boschivo le trasgressioni alle prescrizioni di cui all’articolo 45, comma 4, sono punite con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 316,71 a euro 3.167,10. Le trasgressioni al divieto di accensione di fuochi all’interno dei boschi o in prossimità di questi di cui all’articolo 45, comma 10, sono punite con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 105,57 a euro 316,71“.

Il procedimento amministrativo procederà in maniera separata da quello penale, che con l’avviso di conclusione indagini porterà – è la probabile strada che gli inquirenti della Procura vogliono seguire – alla richiesta di rinvio a giudizio.

L'incendio sulla Martica

Quella sera – era un giovedì, ai primi di gennaio attorno alle 17 – sembra fossero in corso alcuni lavori alle spalle di un esercizio pubblico in località Rasa, già territorio di Varese. Probabilmente una scintilla posatasi su un cumulo di foglie  secche per via della prolungata assenza di precipitazioni innescò subito un incendio che rapidamente risalì il crinale in due fronti per scavalcare la montagna e passare nella valle successiva, in Valganna. Le operazioni di spegnimento durarono oltre una settimana e vennero impiegate centinaia di volontari dei gruppi di protezione civile e antincendio boschivo che per l’occasione gettarono un reticolo di manichette nei boschi con l’obiettivo di fermate l’avanzata del fuoco con vasche per il rapido ricarico dei moduli antincendio.

Alla fine il fuoco non distrusse una quantità di bosco pari al grande rogo di un anno prima al Campo dei Fiori ma intaccò un inestimabile patrimonio naturalistico: animali selvatici morirono per via dell’incendio e andarono perse eriche e pregiati cespugli di roveri centenarie che solo il tempo potrà restituire.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 15 maggio 2019
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