La settimana di fuoco sul Monte Martica è finita: “Incendio spento”

Dopo una settimana da quando è scoppiato l'incendio sul Monte Martica è stato definitivamente spento. Ecco il racconto di questi lunghi giorni

È scoppiato poco dopo le 17 di giovedì 3 gennaio ed è stato dichiarato ufficialmente spento poco dopo le 17 di giovedì 10 gennaio. Dopo una lunghissima settimana, l’incendio sul Monte Martica è stato dichiarato ufficialmente estinto. La notizia tanto attesa è arrivata dopo l’ultima riunione al campo base che è stato progressivamente smobilitato.

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I lavori per la \"linea d\'acqua\" a difesa della Martica 4 di 42

Va così a concludersi l’incendio le cui ferite richiederanno molto tempo per rimarginarsi. Sono stati più di 350 gli ettari di bosco percorsi dalle fiamme ma per capire l’entità dei danni bisognerà aspettare la primavera e vedere quali piante germoglieranno.

Il racconto dell’incendio sul Monte Martica

L’allarme è scattato giovedì sera. Il sole era già tramontato e soffiava un vento fortissimo. Non si sa ancora come e perchè ma nel bosco dietro la Motta Rossa qualcosa ha scatenato l’incendio. Spinto dalle raffiche il fuoco è rapidamente salito lungo il versante, dividendosi in due fronti: uno che puntava verso il Monte Chiusarella a l’altro verso la cava. Ora del mattino il fronte del fuoco era già in Valganna e puntava verso le case dell’Alpe Cuseglio.

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L'incendio sulla Martica

Il venerdì, alle prime luci del mattino, è così partita la grande battaglia: canadair ed elicotteri hanno iniziato a bombardare di acqua il monte mentre gli uomini a terra costruivano linee tagliafuoco per arginare la corsa delle fiamme. A fine serata il fronte del fuoco era ancora molto esteso e così sia sabato che domenica la guerra è continuata. Centinaia di volontari dell’antincendio boschivo, della protezione civile e gli uomini dei vigili del fuoco hanno lottato per contenere il fuoco. Una battaglia lunga e faticosa anche e soprattutto per le operazioni di bonifica, quelle che servono a spegnere le braci e i tizzoni ardenti.

CHE COS’È E PERCHÈ SI FA LA BONIFICA

Domenica, a fine giornata, in tanti avevano pensato di aver sconfitto il fuoco ma la notte si è riscatenato l’inferno. Il vento che ha iniziato a soffiare sui 200 ettari che erano stati già attraversati dall’incendio -impossibili da bonificare in una sola giornata- ha riacceso i focolai e quando lunedì mattina il sole è sorto la Valganna era in fiamme.

Un fronte di fuoco di un chilometro ha iniziato a percorrere il monte raggiungendo sia la vetta della Martica che la valle, dove le fiamme si sono spinte fino alla Statale che è stata anche chiusa per precauzione. Così tutti sono stati richiamati al lavoro: le squadre di terra per arginare l’avanzata del fuoco e anche canadair ed elicotteri.

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La cavalleria dal cielo

E anche se quando lunedì è calata la notte non c’erano più fronti attivi, il timore era è che il copione potesse ripetersi anche perchè nel giro di qualche ora sarebbe arrivato il favonio, con raffiche fino a 70 chilometri orari. Così martedì ci si è preparati al peggio: per tutta la giornata le squadre hanno lavorato alla costruzione di una catena d’acqua, un sistema di vasche, pompe e manichette ad alta pressione che ha costruito una linea di difesa dove si sarebbe combattuta la guerra nel caso di un ritorno del fuoco.

LA LINEA D’ACQUA SULLA MARTICA

Un’operazione, quella delle linea d’acqua, che alla fine si è rivelata fortunatamente una semplice esercitazione. Il fuoco infatti non è più tornato e con le ultime operazioni di bonifica l’incendio è stato decretato ufficialmente spento.

Cambiamenti climatici e solidarietà, le riflessioni dopo l’incendio

L’incendio sul Monte Martica è stata anche l’occasione per vedere la faccia dell’Italia migliore, quella fatta non solo dai volontari che hanno spento il fuoco ma anche di tutti quelli che si sono rimboccati le maniche per dare un aiuto, anche piccolo. Tante storie si sono incrociate nel campo base delle operazioni di spegnimento e qui ve ne abbiamo raccontata qualcuna.

Ma l’incendio che ha interessato le nostre montagne a poco più di un anno da quello del Campo dei Fiori ha anche riacceso i riflettori sul tema dei cambiamenti climatici e di cosa bisogna fare per arginare questi fenomeni devastanti. Con il Presidente del Parco del Campo dei Fiori, Giuseppe Barra, abbiamo fatto il punto di quello che occorre fare per mettere in sicurezza le nostre montagne.

 

La cronaca dell’incendio, giorno dopo giorno

In questi link trovate il racconto che, giorno dopo giorno, gli inviati di VareseNews hanno fatto.

La cronaca di martedì 8 gennaio

La cronaca di Lunedì 7 gennaio

La cronaca di Sabato 5 e Domenica 6 gennaio

La cronaca di Venerdì 4 gennaio

La cronaca di Giovedì  3 gennaio

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 gennaio 2019
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I lavori per la \"linea d\'acqua\" a difesa della Martica 4 di 42

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I vigili del fuoco sul fronte delle fiamme di fianco alla statale 4 di 6

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L'incendio sulla Martica lunedì mattina 4 di 21

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Incendio Monte Martica, le immagini di sabato 5 gennaio 4 di 23

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Martica, l\'incendio e la giornata di venerdì 4 di 19

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Incendio Monte Martica, le foto di Borserini 4 di 17

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Incendio Monte Martica, le immagini di sabato - 2 4 di 10

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Incendio Monte Martica, le foto di Daniele Venegoni 4 di 20

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Incendio sulla Martica, foto di Andrea Favarin 4 di 7

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Martica, si lavora alla bonifica 4 di 15

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Martica, continua la bonifica 4 di 10

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La cavalleria dal cielo 4 di 33

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I lavori per la \"linea d\'acqua\" a difesa della Martica 4 di 42

Commenti

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  1. Scritto da mike

    Naturalmente anche questo ennesimo scempio è dovuto all’autocombustione, vero? Oppure sono opera dello Spirito santo? Ma è mai possibile che ci siano in giro così tanti delinquenti perversi che godono poi ad assistere a disastri del genere? Che venissero una buona volta presi e puniti severamente, anche se minorenni! Ma d’altronde cosa vogliamo pretendere da un Paese che non punisce nemmeno gli assassini? E’ un Paese allo sbando, in tutto e per tutto!

  2. Scritto da Felice

    Un Paese con una concentrazione un po’ troppo alta di idioti e criminali, una percentuale così alta che mina la convivenza civile della società.
    Un paese dove si depenalizzano i reati ambientali, dove non si riesce da decenni a gestire i rifiuti (siamo la vergogna europea) e dove ci sono idioti che non vedono l’ora di bruciare intere montagne.
    Il tutto passa nella indifferenza generale, tanto nei boschi ci vanno solo tossici e spacciatori, nonché prostitute.
    Qualcuno ci invada, agli italiani va cambiato il cervello, va instillato un po’ di amor proprio ma questo cambiamento non confido più che possa venire dagli stessi italiani. Qualcuno ci indichi forzatamente la via da seguire….qui ci sono troppi imbesuiti che oramai non sanno nemmeno più votare decentemente.

    1. Scritto da Elena Escalar

      perfettamente ragione, condivido il fatto che in italia se sei un delinquente hai tutti i diritti e le protezioni migliori, strano paese questo… c’ è anche da dire che un tempo il sottobosco era curato e mantenuto, io sono amante della natura e se non sono in bici passeggio e pratico trekking, si vede in giro uno scempio… in questo bisogna anche ringraziare i verdi e le loro esagerazioni.

  3. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    I miei nonni mi raccontavano che ai loro tempi per domare gli incendi si mobilitavano le intere popolazioni delle valli ed essendo in tantissimi,muniti di pale e bastoni,riuscivano a spegnerli.Oggi sono solo i volontari autorizzati a poter accedere ed un comune cittadino anche volendo non potrebbe aiutare,è il numero che fa la forza in questi casi,3 mila persone sui versanti della montagna farebbero il lavoro di 30 canadair,perchè oggi non è più possibile fare questo?

  4. Scritto da beth

    Volevo ringraziare tutti i volontari e non che con grande fatica e dedizione si sono e si stanno prodigando per contenere l’incendio. Vorrei altresì ringraziare tutta la gente che volontariamente e generosamente porta viveri di conforto ai volontari . È bellissima la vicinanza della popolazione. Mi ha colpito molto

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