Il sacro Monte che non ti aspetti, alla ricerca dei reperti altomedievali

Quella fatta per Varese4U Archeo non è stata una “semplice” gita al Sacro Monte, ma un percorso che ha dato una luce nuova a uno dei luoghi più amati dai varesini e oltre

Varese4U Archeo: Sacro Monte e monte san Francesco

Quella fatta per Varese4U Archeo non è stata una “semplice” gita al Sacro Monte, ma un percorso che ha dato una luce nuova a uno dei luoghi più amati dai varesini e oltre.

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Seguendo vie diverse dal normale, abbiamo scoperto, per esempio, dei reperti altomedievali ancora poco noti, incastonati nel sentiero 9 del parco Campo dei Fiori, che da Velate porta al monte San Francesco.

La nostra guida è stata Marina Albeni, di Archeologistics : che ha mostrato il valore paesaggistico e archeologico di una gita qui. «In questo luogo si arriva attraverso il suggestivo sentiero 9 del Campo dei Fiori, che regala dei begli scorci anche sul borgo di santa Maria del Monte. Ma qui c’è anche una tappa storica: quella della chiesa di san Francesco in Pertica, che risale all’alto Medioevo»

Varese4U Archeo: Sacro Monte e monte san Francesco

La struttura di cui ora ci sono solo ruderi, più esattamente, è quella di un cenobio cioè un complesso utilizzato da una comunità intorno ad una chiesa, quella di san Francesco in Pertica, nota fin dal tredicesimo secolo ma probabilmente risalente a un periodo ancora precedente. «E’ affascinante pensare che in epoca longobarda ci fosse un insediamento, probabilmente cimiteriale: le pertiche venivano infatti usate dai longobardi per segnalare delle sepolture».

Il monte san Francesco è un luogo che merita di essere riscoperto ma ha bisogno di cure, di qualche cartello in più e di una manutenzione costante. Per questo: «Proprio a maggio è stata organizzata una giornata di pulizia per rendere più evidenti le strutture che si possono notare al bordo del sentiero, nell’ambito del progetto Varese4U – Archeo, in collaborazione con il Parco Campo dei Fiori e Timberland. Anche dei nuovi cartelli esplicativi fanno parte del bando».

AL SACRO MONTE

L’antichità, però,  non è solo nel parco: anche al borgo ci sono diversi posti per gli appassionati di archeologia, specialmente altomedievale.

Arrivati al borgo del Sacro Monte di Varese,  lo spiega anche don Sergio Ghisoni, l’arciprete che fa da “padrone di casa” del borgo: «Qui si respira una lunga storia di fede mariana, che risale a tempi molto antichi. Se il santuario nella sua versione definitiva è dei tempi di san Carlo, molto dice che qui i pellegrini arrivavano molto prima». 

Varese4U Archeo: Sacro Monte e monte san Francesco

La più evidente testimonianza di tutto questo è la cripta, che è esattamente sotto il santuario. Si tratta dei resti dell’antica chiesa, costruita nel IX-X secolo, e trasformata in cripta quando è iniziata la costruzione del nuovo santuario: per proseguire negli scavi è stata anche lanciata una raccolta fondi, a cui ha aderito, tra i primi, uno dei ristoranti storici del borgo: il notissimo Borducan, che ha organizzato una cena di Gala che ha raccolto, in una sola sera, circa 2600 euro. la cripta, dopo le prime ristrutturazioni, è visitabile e molto suggestiva: qui tutte le info per visitarla

Varese4U Archeo: Sacro Monte e monte san Francesco

Esiste però anche la possibilità di vedere reperti archeologici di epoca romana o egizia, nella sorprendente Casa Museo Lodovico Pogliaghi : una residenza pensata dall’artista milanese come casa studio ma anche come museo personale. «Si tratta di una collezione straordinaria ed eclettica,  con opere che spaziano dall’epoca egizia alla romana, dalle ceramiche ming ai bozzetti di Bernini, che non ci si aspetta di trovare al sacro Monte – spiega marina Albeni – Come ad esempio la stanza dell’Esedra, costruita da Pogliaghi per custodire i reperti romani da lui acquistati nel corso della sua lunga vita». 

Varese4U Archeo: Sacro Monte e monte san Francesco

Tra le stanze si trova persino una mummia egizia: «Più precisamente, è un sarcofago femminile – spiega Marina Albeni – Risalente alla venticinquesima dinastia, cioè intorno all’ottavo secolo avanti cristo».

Il museo, dopo vent’anni di chiusura, è stato riaperto nel 2015: si può visitarlo da metà marzo a metà novembre il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 10.00 alle 18.00, e in estate apre anche il venerdì e sabato sera in occasione di eventi – come il ricercatissimo aperitivo con apollo 11 o i concerti nella sala dell’atelier –  dalle 18.30 alle 22.30. Qui tutte le info.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2019
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