«In Whirlpool tira una brutta aria». In cinquecento al corteo di protesta

Grande adesione al primo giorno di sciopero per il mancato rispetto da parte della multinazionale del piano industriale. Protesta contro i sindaci di Ternate e Biandronno per la mancata partecipazione

Sciopero Whirlpool 24/09/2019

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«Il clima in azienda è teso perché questa volta non è come tutte le altre». Gianpaolo Garzonio ha passato una vita negli stabilimenti Whirlpool di Cassinetta, più di trent’anni. Come lavoratore del reparto frigoriferi ha vissuto molti momenti critici ed è «sopravvissuto» a più di una ristrutturazione e anche a una lettera di licenziamento. «L’azienda ha dato sempre una contropartita e il governo ha sempre mediato – continua Garzonio -. Invece nell’ultima trattativa c’è stato un muro contro muro. È vero che noi di Cassinetta andiamo bene, ma da soli non si può competere sul mercato. Io ci sono passato con il side by side (il frigorifero a doppia anta, ndr), sembrava un prodotto imbattibile, poi è arrivata la Corea del sud e ci ha ammazzati. Oggi dobbiamo fare i conti con i cinesi».

Non è dunque solo Napoli a preoccupare i cinquecento lavoratori che hanno partecipato alla prima giornata di sciopero alla Whirlpool di Cassinetta di Biandronno. Dietro questa tensione c’è molto di più: il sentore che qualcosa stia cambiando nella strategia globale della multinazionale americana. L’adesione altissima, quasi il 100 per cento, compresi i lavoratori interinali, è un po’ la cartina tornasole di un momento che tutti avvertono come cruciale. È anche per questo motivo che dopo l’assemblea alla mensa Gemini, i tre segretari provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl dei Laghi e Uilm e la rsu hanno deciso di fare un corteo per le strade con partenza dalla portineria di Biandronno e arrivo a quella di Ternate, dove un tempo fermavano i treni per approvvigionare l’azienda di materiali per la produzione.

«La messa in discussione del piano industriale firmato nel 2018 – dice Fabio Dell’Angelo segretario provinciale della Uilm – coinvolge non solo Napoli ma anche altri siti produttivi come quelli di Comunanza  e Siena. Quindi va fatta una lettura di sistema per quanto sta accadendo. Tutti i segnali che ci dà l’azienda lasciano presupporre che ci sia una strategia di uscita da parte di Whirlpool dall’Italia. Ecco perché bisogna alzare il livello di attenzione».

La speranza è che la multinazionale faccia marcia indietro e dia corso al piano industriale sottoscritto nell’ottobre del 2018, recuperando così un rapporto di normalità con le organizzazioni sindacali. «Un’adesione così massiccia – aggiunge Paolo Carini, segretario provinciale della Fim Cisl dei laghi – dà  forza alla pozione unitaria di Fim, Fiom e Uilm per cercare di far cambiare posizione all’azienda, non solo per la chiusura di Napoli, che è inaccettabile, ma per ristabilire relazioni sindacali degne di una grande multinazionale qual è Whirlpool». In questi ultimi mesi sono volate parole grosse e i metalmeccanici parlano ormai apertamente di «inaffidabilità» dei vertici di Whirlpool. «Dire che cosa accadrà è impossibile, quando hai di fronte un’azienda totalmente inaffidabile – commenta Nino Cartosio, segretario provinciale della Fiom Cgil -. Noi siamo organizzazioni serie e credibili e abbiamo visto in questi mesi il comportamento di Whirlpool, quindi parliamo di fatti. Hanno disatteso il piano industriale firmato nell’ottobre 2018, dopo le nostre proteste durante l’estate hanno avanzato altre proposte per rispettare quell’accordo per poi ritirare quella disponibilità e confermare il disimpegno su Napoli tramite un’intervista rilasciata a Repubblica».

Durante il corteo una critica è stata sollevata anche nei confronti dei sindaci dei paesi limitrofi all’azienda, in particolare nei confronti di quelli di Ternate e Biandronno, rei di non aver nemmeno risposto all’invito ufficiale della rsu. «Non si può prendere voti parlando di politiche industriali e occupazione e poi quando ci vuole la loro presenza accanto ai lavoratori questi non ci sono» ha detto Matteo Berardi. E la risposta del primo cittadino di Biandronno, Massimo Porotti, non si è fatta attendere: «Non vi è nessun caso da discutere sul futuro di Whirlpool a Cassinetta. Ho contattato la direzione della fabbrica che mi ha rassicurato».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2019
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