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Benemerenza civica al senatore Gian Pietro Rossi

È stato celebrato lo storico Gian Pietro Rossi, sindaco di Busto Arsizio per sette mandati e Senatore della Repubblica Italiana

commemorazione gian pietro rossi

«Nella Repubblica Italiana era tra le dieci persone più influenti, ma mai un atteggiamento fuori posto, mai un egoismo, mai un capriccio; sempre a servizio di tutti. Come quella volta che avrebbe dovuto coronare il suo mandato politico con la nomina Ministro, ma che non accettò perché, come disse lui, non se la sentiva di diventare Ministro del tesoro». Queste sono state le parole del sindaco Emanuele Antonelli che ha ricordato Gian Pietro Rossi, sindaco di Busto Arsizio per sette mandati e Senatore della Repubblica Italiana.

Ricordandone la determinazione e correttezza , Antonelli ha rivelato: «avevo deciso già l’estate scorsa di conferire al Senatore la benemerenza, ma purtroppo il destino non mi ha concesso di celebrare con lui questo momento».

La parola è poi passata a persone strettamente vicino a lui, come Eugenio Vignati, orgoglioso di questa targa, ma soprattutto dell’amicizia che lo lega all’amico Gian Pietro e a Franco Mazzucchelli, per cui «Gian Pietro è stato il maestro, promotore, nonno dei diversamente abili e ha fatto de “la buona azione” tutta la sua vita».

Il grazie ad un uomo “per cui non sarebbe sufficiente un libro” è della senatrice Laura Bignami: «Presi quel titolo un po’ per caso, io non me ne resi nemmeno conto, ma lui aveva capito che avevo bisogno del suo aiuto. Quando entrai in Senato avvertii subito la percezione del male, ma lui è stato il mio faro facendomi
capire che esiste anche il bene».

Hanno ricordato l’esempio di un padre dall’animo buono, presente e attivo nell’aiuto del prossimo grazie anche alla moglie Renata Crespi, i figli Augusto e Giuseppe, testimoni dei suoi valori di libertà e democrazia fin da piccoli, ma soprattutto del suo contegno: «Continuava a lamentare le criticità, a parlare di progetti, iniziative per progredire e mai arretrare, ma non è mai sceso in parole di odio nemmeno nei 13 anni in cui è stato trascinato nel baratro (scandalo di Tangentopoli, ndr)».

Gian Pietro, oltre che un maestro di storia politica, è stato un grande uomo anche per monsignor Severino Pagani: «Tante cose le ho imparate da lui, di Busto e non solo; aveva una grande fede, io lo metterei tra i testimoni della dottrina della chiesa».

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Pubblicato il 14 dicembre 2019
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