Cassani resta sindaco di Gallarate. “Non mi candido, più serio rimanere qui”
Dopo giorni di rumors e retroscena, il primo cittadino annuncia ufficialmente che rinuncia all'ipotesi di candidatura a Roma, per cui avrebbe dovuto dimettersi prima delle elezioni del 25 settembre
«Chi fa il sindaco è abituato ad anteporre gli interessi della collettività ai propri e anche in questo caso sarà così.». Con queste parole il sindaco di Gallarate Andrea Cassani interviene «per mettere la parola fine sulle voci» di una sua candidatura a Roma, al Parlamento.
Cassani, essendo sindaco di città con più di 20mila abitanti, avrebbe dovuto dimettersi al massimo entro venerdì, prima delle votazioni del 25 settembre. Ma non sarà così: continuerà a fare il sindaco di Gallarate.
«Come detto in tutte le dichiarazioni di questa ultima settimana e come ho sempre detto a tutti i giornalisti, ho sempre saputo che sarei rimasto a Gallarate. Ringrazio per gli attestati di stima da parte dei colleghi della Lega e degli altri partiti ma soprattutto i cittadini a cui confermo che rimarrò a Gallarate. In virtù dello scenario attuale, ritengo più serio e corretto continuare ad amministrare Gallarate. E dico ciò, al di là delle mie personali velleità e della volontà del partito».
Proprio ieri Cassani era stato incalzato dal sindaco di Varese Davide Galimberti che aveva detto di non volersi candidare e (con mezza invasione di campo) aveva chiesto anche a Cassani e al collega bustocco Antonelli di fare altrettanto.
«Ovviamente alle domande sul mio futuro ho sempre risposto in modo sincero, candido e in linea con quanto già dichiarato in passato» ribadisce oggi Cassani. «Chi fa il sindaco è abituato ad anteporre gli interessi della collettività ai propri e anche in questo caso sarà così. Il consenso e la stima si devono guadagnare dal basso, ogni giorno, con impegno e sacrificio ed è quello che sto facendo da 6 anni e che continuerò fare volentieri per i miei cittadini».
«Sono certo che chiunque sarà candidato nelle liste della Lega farà bene e credo opportuno a questo punto parlare di programmi perché i nostri cittadini e gli stessi Enti Locali sono in grave difficoltà finanziarie e servirà presto un nuovo governo che possa sostenere i cittadini, le imprese e i comuni che a causa degli aumenti smisurati dell’energia saranno costretti a tagliare molti servizi per i cittadini».
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