Il cordoglio del mondo culturale e civile di Varese per la scomparsa di Giuseppe Armocida

I messaggi di cordoglio e i ricordi di chi ha condiviso con lui un pezzo di strada

Generico 16 Feb 2026

Varese si ferma a ricordare Giuseppe Armocida, scomparso ieri all’età di 79 anni. Professore ordinario di Storia della Medicina all’Università dell’Insubria, psichiatra e presidente della Società Storica Varesina, Armocida ha attraversato decenni di vita culturale, accademica e sociale del territorio lasciando un segno profondo in chiunque lo abbia conosciuto. In questo articolo raccogliamo i messaggi di cordoglio e i ricordi di chi ha condiviso con lui un pezzo di strada.

Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla presidenza Regione Lombardia

«Tra i suoi meriti più rilevanti vi è certamente il contributo alla fondazione dell’Università degli Studi dell’Insubria, ateneo nel quale ha insegnato per molti anni Storia della medicina e che oggi accoglie migliaia di giovani impegnati a costruire il proprio futuro. Il suo impegno, tuttavia, non si è limitato all’ambito accademico: attraverso l’attività politica e amministrativa ha lasciato un segno profondo nella vita culturale della città e dell’intera provincia. Studioso rigoroso, amministratore appassionato e uomo delle istituzioni, ha saputo coniugare ricerca e divulgazione con una costante attenzione alla crescita civile e culturale del territorio. La sua opera resterà un punto di riferimento per la comunità varesina e per le generazioni che ha formato». L’articolo completo

Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia

“Perdo un amico sincero e un prezioso compagno di percorso con il quale ho collaborato per la valorizzazione del patrimonio culturale della nostra città. Il suo impegno, la sua passione e il suo amore per Varese hanno lasciato un segno indelebile. La sua eredità culturale – conclude il presidente – resterà viva nelle istituzioni, nei progetti che abbiamo condiviso e nel ricordo di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarne le qualità umane e professionali. Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgo, a nome mio personale e dell’intera Regione Lombardia, le più sentite condoglianze”.

Cesare Zoia, direttore del reparto di Neurochirurgia all’ospedale Moriggia Pelascini di Gravedona
(E laureato all’Università dell’Insubria con Armocida come relatore)

«Già Professore Ordinario di Storia della Medicina presso l’Università degli Studi dell’Insubria e presidente della Società Storica Varesina, se ne va all’età di 79 anni il Professor Giuseppe Armocida. “Medizin kennt keine Meister, sondern nur einen Lehrer, die Natur“ La medicina non conosce alcun esperto, solo un’unica maestra, la natura W. X. Jansen citando D. Cotugno. Senza dubbio uno dei migliori maestri che io abbia mai incontrato! Grazie per aver creduto in me Prof.!»

Giuseppe Nigro, presidente della Società Storica Saronnese

«Giuseppe Armocida, già professore ordinario di Storia della medicina presso l’Università degli Studi dell’Insubria e presidente della Società Storica Varesina. Nato nel 1946, avrebbe compiuto nel prossimo settembre 80 anni- scrive Nigro – Manteneva da sempre un forte legame con Saronno, città in cui era vissuto con la famiglia, quando il padre per un breve periodo occupò la carica di segretario comunale prima di ritirarsi definitivamente a Ispra. Fu vicino alla nascita della Società Storica Saronnese mantenendo un vivo interesse per le attività che andavamo sviluppando. Un dialogo e un confronto che si è protratto nel tempo. Con lui viene a mancare un amico e un maestro. Storico e medico, la sua curiosità intellettuale e la sua umanità hanno lasciato un segno indelebile in chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. La sua voce si spegne, ma le sue storie continueranno a vivere nelle pagine che ha scritto che rappresentano un lascito ineludibile». L’articolo di Saronnonews

Università dell’Insubria

«La comunità accademica dell’Università dell’Insubria e la rettrice Maria Pierro ricordano con grande commozione il professor Giuseppe Armocida, medico e storico eccellente che ha avviato in Ateneo anche un percorso di antropologia e bioarcheologia sul territorio. Docente molto amato da colleghi e studenti, con i quali aveva un rapporto speciale, ha lasciato un segno profondo nella vita dell’Università».
I ricordi della comunità accademica dell’Insubria

Renzo Dionigi, primo rettore dell’Università dell’Insubria

«Giugi Armocida è entrato nella storia di questa università fin dagli inizi, quando cercavamo docenti eccellenti in tutta Italia. Lo chiamai su indicazione del suo maestro, il professor Zanobio, considerato suo secondo padre: era già docente a Foggia, ma accettò di arrivare nella “sua” Varese. È stato un personaggio eclettico, capace di emergere nella psichiatria, nella storia locale e nella storia della medicina, eccellendo in tutte e tre. Per diversi anni è stato uno dei soli tre professori ordinari di Storia della medicina in Italia e, successivamente, ha ricoperto per oltre vent’anni la carica di Presidente della Società Italiana di Storia della Medicina. Profondo studioso della storia locale, dal 1995 ha presieduto la Società Storica Varesina. Con scrupolo e dedizione ha contribuito in modo significativo allo sviluppo dell’Ateneo, dirigendo il Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica e promuovendo, insieme ai colleghi, diverse iniziative volte al potenziamento delle attività e degli studi umanistici del nostro Ateneo. Stimato e riconosciuto bibliofilo, anche se lui preferiva il termine bibliomane, ha raccolto una biblioteca che è diventata per molti di noi un imprescindibile punto di riferimento, quasi una sorgente inesauribile per ricerche di ogni genere. La sua scomparsa lascia in tutti noi, amici e colleghi, un vuoto profondo. Ci mancheranno la sua straordinaria eloquenza, lo spirito arguto e brillante, e quell’animo autenticamente goliardico dei nostri anni nell’Alma Ticinensis Universitas, che ha saputo custodire e mantenere vivo fino all’ultimo giorno».

Davide Galimberti, sindaco di Varese e Enzo Laforgia, assessore alla Cultura del Comune di Varese

«Giuseppe Armocida, “Giugi” per gli amici, è stato un uomo di grande cultura e di grande generosità. Fortemente legato al suo territorio e profondo conoscitore della sua storia, ha lasciato un segno profondo come uomo di scienza,  Assessore alla Cultura del Comune di Varese e Presidente della Società storica varesina. Per tutta la sua vita ha coltivato la passione e l’amore per i libri, non per semplice curiosità collezionistica, ma nella convinzione che i libri e la pratica della lettura siano leve fondamentali di conoscenza e strumenti indispensabili per la crescita civile. La sua preziosa biblioteca, dalla lunga storia familiare, coltivata ed ampliata con perizia di bibliofilo, rappresenta forse la sua più fedele autobiografia intellettuale».

Matteo Bianchi, consigliere comunale a Varese ed ex sindaco di Morazzone

«Apprendo con profondo dolore la scomparsa del professor Giuseppe Armocida. La sua straordinaria vocazione per il territorio lo ha portato, con rigore scientifico e autentica passione civile, a custodire e valorizzare la memoria delle nostre comunità, riportando alla luce storie, tradizioni e radici spesso dimenticate».

Marco Giovannelli, direttore di Varesenews

«Ho avuto la fortuna di conoscere Giuseppe Armocida oltre trent’anni fa, quando si avvicinava all’esperienza amministrativa come assessore alla cultura del comune di Varese. Nasceva “Amor di libro”, una delle sue creature, nata dalla passione per i libri che lo ha accompagnato per tutta la vita. La stessa passione per la storia e per la medicina, che fu la sua professione.

Con Giuseppe Armocida se ne va un altro pezzo importante della cultura varesina. Una cultura a tutto tondo, perché Giuseppe era un medico, uno psichiatra, uno studioso attento e rigoroso, ma anche un amministratore pubblico capace di visione. È stato assessore alla cultura del Comune di Varese, ha coltivato interessi storici profondi ed è sempre stato una persona curiosa, pronta a cogliere e sostenere tutto ciò che si muoveva nel panorama culturale della provincia.
Con lui se ne va uno di quei patrimoni viventi che hanno accompagnato per decenni l’attività culturale e l’attenzione verso il nostro territorio. Un uomo che ha saputo unire sapere accademico e passione civile, impegno culturale e capacità amministrativa». (L’articolo completo)

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Pubblicato il 19 Febbraio 2026
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