Cardellini e lucherini detenuti illegalmente: la Polizia Provinciale sequestra 11 uccelli protetti a Gemonio

Gli uccelli sono stati trasferiti al Centro Recupero Fauna Selvatica (CRAS) di Vanzago, una struttura specializzata nella cura di animali sottratti al mercato illegale o feriti

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Un controllo mirato contro il bracconaggio e il commercio illegale di fauna selvatica ha portato al sequestro di undici uccelli a Gemonio. Gli agenti della Polizia Provinciale, durante un’operazione di verifica sul territorio, hanno individuato nove cardellini e due lucherini detenuti irregolarmente. Gli esemplari, appartenenti a specie protette, erano privi dei sistemi di identificazione necessari a certificarne la nascita in cattività e la legittima provenienza.

Il sequestro e le irregolarità riscontrate

La normativa italiana sulla tutela della fauna selvatica è molto rigida: ogni esemplare deve essere dotato di un anello identificativo inamovibile e conforme agli standard di legge. Nel caso degli uccelli rinvenuti a Gemonio, gli anellini erano assenti o non regolari, rendendo la detenzione di fatto un illecito. In assenza di questa tracciabilità, la legge presume che gli animali siano stati catturati in natura, pratica severamente vietata.

Oltre alle violazioni amministrative legate alla Legge 157/1992, l’operazione ha fatto scattare la denuncia per il reato di incauto acquisto. Non essendo stato possibile chiarire l’origine degli animali, la posizione dei detentori è passata al vaglio della magistratura. Il decreto di sequestro è stato convalidato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Varese lo scorso 19 marzo.

Destinazione: il ritorno alla libertà

Per i nove cardellini e i due lucherini si sono aperte le porte della libertà, seppur dopo un necessario periodo di riabilitazione. Gli uccelli sono stati infatti trasferiti al Centro Recupero Fauna Selvatica (CRAS) di Vanzago, una struttura specializzata nella cura di animali sottratti al mercato illegale o feriti.

Qui, i veterinari e i volontari del centro valuteranno lo stato di salute di ogni singolo esemplare. «L’obiettivo è la reintroduzione in natura non appena le condizioni lo permetteranno» spiegano gli esperti coinvolti nell’operazione. Solo dopo aver verificato che gli uccelli abbiano mantenuto la capacità di alimentarsi autonomamente e di volare in spazi aperti, verranno liberati nel loro ambiente naturale.

L’impegno della Polizia Provinciale

L’operazione di Gemonio si inserisce in un più ampio quadro di monitoraggio delle specie protette in tutta la provincia di Varese. Il commercio di piccoli passeriformi, apprezzati per il loro canto e i colori del piumaggio, resta purtroppo un fenomeno diffuso che alimenta il prelievo illegale in natura, danneggiando la biodiversità locale. I controlli della Polizia Provinciale mirano proprio a contrastare questa filiera, ricordando che la detenzione di fauna selvatica senza documenti è un reato che comporta conseguenze penali.

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Pubblicato il 02 Aprile 2026
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