Al tiro alla fune leghista vince il Piemonte
La curiosa gara organizzata dalla lega per "unire i due stati" è finita con la vittoria degli atleti della sponda di Castelletto. Però a tifare sono stati in molti: da Umberto e Renzo Bossi a Renato Pozzetto
Alla fine ha vinto il Piemonte.
La sponda di Castelletto Ticino, capitanata dal presidente della Regione Roberto Cota e da Mario Borghezio ha avuto la meglio nella bizzarra “gara alla fune padana” organizzata oggi 16 maggio 2010 dalla Lega Nord a Sesto Calende, per unire “i due popoli” con una corda d’acciaio tirata lungo il Ticino, poco prima del ponte.
La Lombardia ha perso malgrado il sincero sforzo di Francesco Speroni e Giangiacomo Longoni, i due veri concorrenti lombardi vip, quelli insomma che si sono armati di guanti da lavoro per tirare la fune d’acciaio lunga un chilometro e hanno detto “oh issa”. Ma di altri “vip” della lega pronti a dare sostegno morale ce ne sono stati tanti: da Umberto Bossi a suo figlio Renzo, da Marco Reguzzoni a Giancarlo Giorgetti.
Con anche curiosi ospiti, come Renato Pozzetto, arrivato proprio insieme al senatur e vicino a lui per tutto il tempo della tenzone.
Prima di essa, che si è svolta alle sei del pomerigigo, una lunga serie di comizi, da parte di tutti i protagonisti. Per Bossi l’argomento principale sono stati il federalismo e le moschee: con un monito a Berlusconi perché non imbarchi di nuovo nella cricca Casini, che “ne combina uno al giorno ed è inaffidabile” e uno al nuovo sindaco leghista di Sesto Calende Marco Colombo che “non deve avere la tentazione di lasciare costruire una moschea che oscuri il Ticino".
In lontananza, però, il gommone di soccorso predisposto per il salvamento in caso di incidenti era già molto oltre quelle parole: portava infatti insieme la bandiera della croce rossa e della mezzaluna rossa, le associazioni di soccorso cristiana e musulmana.
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