“Un festival per mettere in rete il territorio”: l’Olympic Fringe Festival verso il gran finale a Varese
A raccontare il significato dell’iniziativa (ultimo appuntamento l'11 e il 12 aprile) e gli obiettivi del progetto è Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio
Dopo aver attraversato diverse città della provincia, l’Olympic Fringe Festival si avvia verso il gran finale a Varese. Il festival diffuso, che dal 31 gennaio ha portato nelle piazze spettacoli di luce, fuoco, circo contemporaneo, acrobatica e teatro di strada, concluderà il suo percorso l’11 e il 12 aprile nel capoluogo nell più ampio programma di Agrivarese. Nei mesi precedenti il festival ha fatto tappa a Saronno, Busto Arsizio, Gallarate e Luino.
L’iniziativa, promossa da Fondazione Varese Welcome e Camera di Commercio di Varese in collaborazione con i comuni del territorio, è stata pensata per accompagnare la provincia verso le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, portando nelle città spettacoli ispirati ai valori olimpici. Ogni giornata del festival è dedicata a uno dei temi centrali dell’Olympic Fringe Festival – Nascita della Fiaccola, Futuro delle Olimpiadi, Fiera di Olimpia e Mito Greco – con quattro diverse performance distribuite in orari e punti differenti delle città coinvolte, trasformando piazze e strade in un grande palcoscenico a cielo aperto.
A Saronno i due weekend dell’evento (31 gennaio–1 febbraio e 7–8 febbraio) hanno registrato 26.705 presenze complessive, con un aumento del +32,3% rispetto al 2025 e picchi fino al +42,7%. A Busto Arsizio le due giornate del 15 e 22 febbraio hanno portato 21.068 visitatori, con un incremento del +21,5% rispetto alle settimane precedenti e del +11,7% sul 2025. Anche Luino ha segnato una crescita significativa: nel weekend del 7 e 8 marzo sono state registrate 6.584 presenze, pari a +44,6% rispetto alla media dei due fine settimana precedenti. Numeri che confermano la capacità dell’evento diffuso di generare nuovi flussi e animare i centri urbani della provincia. A raccontare il significato dell’iniziativa e gli obiettivi del progetto è Mauro Vitiello, presidente della Camera di Commercio di Varese.
Il festival ha attraversato cinque città della provincia di Varese. Qual è stato ì l’obiettivo principale nel costruire una rassegna diffusa sul territorio e non concentrata in un unico luogo?
«L’attrattività di un territorio passa anche attraverso manifestazioni di questo tipo. Abbiamo scelto un format diffuso proprio per coinvolgere più città e costruire un percorso che attraversasse l’intera provincia. È un segnale che si inserisce nel lavoro già avviato con la Varese Sport Commission: dimostrare che la nostra è una provincia con identità diverse ma capace di fare sistema. Mettere in rete i territori significa rafforzare la capacità di attrarre visitatori e creare occasioni di vitalità per le nostre città».
L’Olympic Fringe Festival è stato pensato come avvicinamento alle Olimpiadi Milano Cortina 2026. In che modo iniziative culturali come questa possono contribuire a coinvolgere il territorio a un evento internazionale di questa portata?
«Le Olimpiadi sono un evento unico, capace di generare emozioni legate allo sport ma anche un forte senso di appartenenza. Con iniziative come questa vogliamo portare quel clima anche nel nostro territorio. Milano sarà il cuore dei giochi, ma l’obiettivo è far sì che l’energia olimpica arrivi anche qui, coinvolgendo le comunità e valorizzando le nostre città. Siamo così protagonisti di un’offerta attrattiva e di qualità».
Il festival unisce spettacolo, arte di strada e temi legati alla tradizione olimpica. Quale messaggio avete voluto trasmettere attraverso questi linguaggi artistici e perché avete scelto proprio questo formato?
«Abbiamo scelto linguaggi artistici capaci di parlare a tutti. Il teatro di strada, il circo contemporaneo e gli spettacoli nelle piazze hanno la forza di coinvolgere persone di ogni età e di trasformare lo spazio pubblico in un luogo di incontro. L’idea era proprio questa: portare i valori olimpici – condivisione, partecipazione, spirito di comunità – dentro le città, rendendoli accessibili e visibili a tutti».
Camera di Commercio e Fondazione Varese Welcome hanno lavorato insieme ai comuni coinvolti. Che tipo di collaborazione si è creata tra istituzioni e territori e quale valore aggiunto ha portato alla rassegna?
«L’evento è promosso dalla Camera di Commercio insieme alla Fondazione Varese Welcome, ma è stato costruito attraverso una collaborazione ampia che ha coinvolto i comuni e Uniascom provinciale. Ognuno ha portato il proprio contributo. Questo lavoro condiviso ha permesso di animare i centri urbani e di sostenere il commercio locale, creando occasioni di incontro e di partecipazione nelle piazze delle città».
Guardando al futuro, le Olimpiadi Milano Cortina 2026 quali opportunità hanno generato per il turismo e per l’economia locale?
«I primi segnali sono incoraggianti. Grazie ai dati di Confcommercio, che utilizza gli analytics delle celle telefoniche per monitorare i flussi di persone, abbiamo visto che nelle città toccate dal festival si sono registrati incrementi di presenze nei weekend degli eventi. Saronno e Busto Arsizio hanno mostrato un aumento significativo, Luino ha segnato un dato positivo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e Gallarate ha mantenuto numeri stabili ma comunque rilevanti. Ora vedremo quale sarà la risposta di Varese per il gran finale».
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