Il capo del giro della cocaina? Un disoccupato in Mercedes

Operazione dei carabinieri interrompe i rifornimenti settimanali di droga nella zona

Il disoccupato con la Mercedes superlusso stava tentando la fuga verso l’Ungheria, dove poteva contare su amici fidati. Ma la fuga di Maurizio Russo, considerato un "astro nascente" del commercio di stupefacenti della zona di Gallarate, si è conclusa in un’area di servizio dell’autostrada Milano – Venezia. Ufficialmente senza lavoro, da tutti conosciuto come lo "Zanza" (che significa grosso modo "il marpione") Russo è finito ora in carcere al pari di altre quattro persone catturate dai carabinieri del reparto operativo di Varese; tutti assicuravano il rifornimento di cocaina alla fiorente piazza del Basso Varesotto con arrivi settimanali di merce. 

L’ultimo di questi cadeaux, 800 grammi circa, era stato intercettato qualche sera fa alla periferia di Gallarate e da lì era nata la precipitosa fuga di Russo. Assieme al "disoccupato in Mercedes" sono stati arrestati Giuseppe Alfonsi, antiquario ambulante con alcuni precedenti (con il suo furgone faceva la spola tra Gallarate e la Brianza, dove c’erano i fornitori della banda), Claudio Facchinetti, finanziatore del traffico, Massimo Irritano e Giuliano Arcole; quest’ultimo era il fornitore abituale del gruppo ed è l’unico a non risiedere nella zona di Busto e Gallarate; i militari l’hanno arrestato nella sua villetta di Seveso, dove hanno rinvenuto altri 900 grammi di cocaina. 

I particolari dell’operazione sono stati illustrati questa mattina nella caserma di via Saffi: lo "Zanza" era sotto controllo da tempo, dopo che intercettazioni telefoniche e ambientali lo avevano indicato come il regista del traffico di cocaina della zona. I pedinamenti avevano già messo in luce anche il ruolo di Alfonsi e Irritano. I carabinieri hanno così seguito il ritorno da Seveso dell’antiquario. Il furgone di Alfonsi ha imboccato la superstrada di Malpensa ed è stato bloccato allo svincolo di Samarate; era preceduto dalla Mercedes con a bordo Russo e Facchinetti, che, accorgendosi di non essere più seguiti da Alfonsi, si sono allarmati. Preoccupazione più che giustificata, perché nel frattempo i militari avevano già recuperato i primi 800 grammi di droga. Lo "Zanza" a quel punto scarica Facchinetti nel centro di Gallarate e si infila in autostrada: diranno gli inquirenti – titolare dell’inchiesta è il pm di Busto Arsizio Tiziano Masini – che il suo obiettivo era raggiungere l’Ungheria. La Mercedes nera viene però intercettata in un autogrill di Desenzano e Russo finisce subito in manette. Ultimo tassello dell’operazione: la perquisizione a Seveso in casa di Giuliano Arcole, il fornitore: lì è nascosto il resto della cocaina. In tutto il valore della droga sequestrata nell’operazione è di circa 800 milioni; secondo le prime ipotesi i viaggi tra Seveso e Gallarate avevano cadenza settimanale. La coca veniva poi smerciata negli ambienti e alla clientela più diversificata, dai liberi professionisti ai frequentatori delle discoteche.

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Pubblicato il 18 Ottobre 2001
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