Nuovo ospedale: «un’occasione di sviluppo eccezionale»

Intervista con Fabio Mangini, amministratore delegato della CIC, impresa tutta varesina impegnata nella costruzione insieme alla CMB di Carpi

«Fare squadra è il nostro motto vincente per la costruzione del nuovo ospedale. Amministratori, politici e imprese devono lavorare assieme per sfruttare questa occasione storica». Fabio Mangini non ha dubbi in proposito. Il cantiere che andrà ad aprire, insieme alla CMB di Carpi ed altre imprese, che si sono aggiudicate l’appalto di uno dei lavori più prestigiosi della storia varesina ha nella viabilità uno dei punti di massima preoccupazione. «Per ora abbiamo solo ipotesi, ma è proprio su questo punto che chiediamo collaborazione a tutti i soggetti in qualche modo coinvolti».
La Compagnia Italiana Costruzioni si sente maggiormente coinvolta perché della "cordata" vincente è l’unica impresa varesina. Nata nel 1929 come impresa a carattere familiare, nel corso degli anni ha acquisito altre due importanti aziende, la Tedil e la Società italiana costruzioni. Attualmente è l’impresa edile più importante della provincia, occupa oltre cento addetti tra operai, impiegati, progettisti e altro. La sua specializzazione è nelle costruzioni e nelle opere stradali. Molti i cantieri che vedono la firma della CIC. Ultimo in ordine di tempo il Centro polifunzionale della Camera di Commercio a Busto Arsizio. L’attività è svolta principalmente nel nostro territorio. La ristrutturazione del Tribunale varesino, di Palazzo estense, la costruzione del Campus, dell’Esselunga di Induno Olona, viale Europa, la tangenziale di Induno, la terza corsia della A4 tra Brescia e Verona, sono alcuni dei cantieri più prestigiosi.

Cosa rappresenta per voi questo cantiere?
«Molto. Questo è un lavoro importante e non tanto per l’impegno economico, ma perché noi siamo di qui e ci giochiamo la faccia».

Come siete entrati nella cordata della CMB?
«Per noi l’idea di partecipare alla gara era importante. Il solo fatto di averla poi vinta ci riempie di orgoglio. L’incontro con la CMB è legato a vicende personali e sicuramente poi ad esigenze professionali. Un’ottima cosa per entrambi. Per noi perché loro sono grandi ed hanno un’ottima esperienza in campo sanitario. Per loro perché la nostra azienda ha già lavorato in questo campo e poi è di Varese e quindi conosce molte cose che verranno utili nel corso dei lavori»

In che percentuale entrate nella cordata?
«Mah, dobbiamo ancora fare bene i conti. Poi tenga conto che sappiamo di essere i vincitori, ma non abbiamo ancora firmato niente. Aspettiamo l’aggiudicazione da parte dell’azienda ospedaliera. Comunque dovremmo avere circa un terzo del lavoro».

La preoccupa questa nuova impresa?
« Eccome, ma è una sfida positiva. Un’occasione storica per noi e per la città».

Quali sono i problemi maggiori che vanno affrontati?
«Due su tutti. Quello degli ospiti dell’ospedale e la viabilità. Rispetto al primo stiamo studiando vari sistemi per isolare il rumore o almeno contenerlo. Per la viabilità ci sono molte ipotesi, ma vanno discusse con i soggetti competenti».

Rispetto a questo ultimo aspetto avete già un piano?
«Come le dicevo prima dobbiamo avere l’aggiudicazione che non è solo un atto formale, ma dà anche il via libera ai lavori. Questi prevedono, in una prima fase, di due-tre mesi, lo studio degli aspetti logistici con al primo posto la viabilità».

Quanto dureranno i lavori di scavo?
«Circa sette mesi. Dobbiamo realizzare due piani sotto terra e poi il parcheggio multipiano. Sono oltre 330mila metri cubi di materiale che va asportato. Potremo risolvere la questione soprattutto se tutti lavoreranno a individuare soluzioni e non a mettere ostacoli».

Qual è il suo miglior augurio?
«Che i cittadini si ricordino che in questa impresa c’era anche un’azienda varesina e che ha fatto bene il proprio lavoro».

Qual è stato il momento più brutto che ricorda e quale il più bello?
«Il momento più nero è stato subito dopo tangentopoli. Un clima di sospetti pesante e difficile da gestire anche se ne siamo usciti senza problemi. Il più bello, per chi crede al nostro lavoro, è tutte le mattine». 

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Pubblicato il 14 Dicembre 2001
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