I lavoratori della new economy scendono in piazza
La società Matrix, che gestisce il portale Virgilio, decide una drastica riduzione di personale. I lavoratori incrociano i mouse e scioperano
Sono reali, sono trecento, giovani e forti, tutti lavoratori della new economy. Avrebbero potuto incrociare i mouse, staccare le tastiere e invertire i banner, invece per scioperare hanno scelto la forma più tradizionale: sono scesi in piazza, con tanto di striscioni, slogan, fischietti e tute arancioni, il colore simbolo del portale Virgilio, il più famoso e conosciuto in Italia. I moderni cip-puti scioperano contro i tagli decisi dalla società Matrix, che gestisce il portale e che, a sua volta, è una controllata di Seat Pagine Gialle. I posti a rischio sono 114, un terzo degli occupati, su 309 in totale.
Le tute arancioni, dalle 10 alle 13 e nonostante la pioggia incessante, hanno invaso e colorato Largo La Foppa, dove ha sede la società. I tagli di personale preventivati sono dovuti al debito che Matrix ha accumulato negli anni, circa 140 miliardi, nonostante il buon andamento del portale. La manifestazione non poteva non avere un risvolto virtuale e così gli scioperanti hanno creato anche un sito, www.tutearancioni.cjb.net, nella cui home page spicca il "Quarto Stato" di Pelizza da Volpedo, su sfondo arancione, sul quale è riportata la scritta "tute arancioni il bello di essere mandati a casa", che fa il verso al famoso slogan di Virgilio "il bello di Internet".
In un comunicato stampa le tute arancioni fanno sapere che l’azienda ha dichiarato, nel corso dell’ultimo incontro con i sindacati, di voler ricorrere alla mobilità a partire dalla fine di gennaio. «Per i dipendenti – recita il comunicato – sarebbe veramente un duro colpo: si troverebbero infatti in mezzo alla strada senza un soldo. Coloro i quali dovessero essere iscritti alle liste di mobilità, non potranno beneficiare dell’ammortizzatore sociale erogato dall’Inps e per il quale sono stati versati i relativi contributi da parte dell’azienda. Tutto questo solo e soltanto perché stiamo parlando di un’azienda della Net Economy, al momento non riconosciuta e regolamentata dalle istituzioni preposte».
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