Lo scambiano per un morto, ma era ubriaco in mezzo alla strada
“I sottoscritti rappresentanti sindacali Si.A.Po.L, in merito alle recenti esternazioni del Sig. Sindaco sulla stampa locale, si vedono costretti loro malgrado a ritornare sull’argomento a causa degli apprezzamenti personali che il capo dell’Amministrazione ha avuto la bontà di indirizzarci”. Con queste parole inizia il recente comunicato della Siapol che riprendere la polemica sull’assunzione degli otto nuovi agenti per la polizia municipale. “Lo facciamo nostro malgrado perché come giustamente ci è stato fatto notare non è nostro compito fare politica e dunque non abbiamo alcun interesse ad entrare in una sterile polemica con gli Amministratori Comunali. Nostro è sicuramente il compito di difendere gli interessi dei lavoratori e pensiamo di aver assolto al meglio a tale funzione, per quanto attiene l’accusa mossaci di cambiare rotta ad ogni piè sospinto ci piace ricordare che alle recenti votazioni per le elezioni delle Rappresentanze Sindacali, su 27 votanti tra gli Operatori della P.M., ben 22, perciò più dell’80% hanno voluto accordare la loro fiducia al Sindacato Si.A.Po.L, di conseguenza o si accredita la tesi per cui la stragrande maggioranza degli Operatori di P.M. è del tutto inaffidabile o viceversa tale giudizio dovrà essere valutato come privo di ogni fondamento e strumentale con l’unico fine di gettare discredito sull’unica voce di dissenso che ancora osa contraddire l’azione della presente Amministrazione Comunale”. Dopo queste precisazioni, il rappresentante del sindacato Giuseppe Doninelli e il membro della Rsu Luca Magni, tornano nel vivo della polemica. “Sul fatto che i neoassunti vengono inquadrati con contratto di lavoro a termine, per poter meglio sfruttare i fondi messi a disposizione dalla Regione Lombardia e che poi verranno definitivamente inquadrati nei ranghi della P.M., ce ne compiacciamo riservandoci il diritto di far sentire nuovamente la nostra voce qualora da qui ad un anno dovessero sorgere problemi in merito alla loro riconferma. Per quanto concerne la divisa d’ordinanza che verrà assegnata ai neoassunti, lasciamo ai cittadini Saronnesi l’onere di verificare con i loro occhi come i predetti svolgeranno il servizio nelle vie cittadine. Una delucidazione particolare và evidenziata inoltre per quanto attiene la formazione professionale a cui saranno sottoposti e a proposito ricordiamo che la frequenza del corso regionale non è una richiesta sindacale ma un obbligo previsto dalla Legge Regionale n° 43/85, d’altro canto rimaniamo altresì meravigliati di come si possa pensare che operatori di Polizia con all’attivo solo 30 ore di formazione professionale possano essere più efficaci rispetto ai loro colleghi che hanno frequentato un corso di tre mesi e di cui il Sig. Sindaco giustamente si lamenta portando ad esempio le innumerevoli E-Mail che gli pervengono, ove si evidenziano le mancanze degli stessi”. “Forse si è confusa la professionalità con la produttività tanto che per l’anno a venire l’Amministrazione ha intenzione di incrementare di ulteriori 440 milioni l’introito derivato dalle sanzioni al Codice della Strada in un bilancio che prevede attualmente già un miliardo e seicentodieci milioni di lire (dove sarà finita la prevenzione non è dato a sapere????). del Servizio di reperibilità occorre precisare che non si è mai rivendicato il diritto ad indennità per servizi non svolti. Infatti appena sospeso il servizio su richiesta dell’Amministrazione è subito cessata la nostra azione sindacale, in quel frangente si rivendicava semplicemente il diritto ad essere retribuiti alla stregua degli altri dipendenti comunali”. Il comunicato si conclude sottolineando che “Da ultimo in riferimento alle ore straordinarie risponde al vero il fatto che gli scriventi hanno firmato accordi nei quali si auspicava un eventuale ridimensionamento ma è anche evidente che a fronte di ciò sarà necessario una revisione dei carichi di lavoro, altrimenti equivarrebbe a dire che le ore straordinarie effettuate negli anni scorsi sono state utilizzate per compiti non attinenti ai doveri d’ufficio. Concludiamo auspicando che la vicenda possa essere presto ricondotta in quella che è una normale visione sindacale, rivendicando comunque il diritto a far rilevare il nostro giudizio critico in merito a quelle determinazioni che direttamente o indirettamente vanno ad influire nel nostro ambito lavorativo ritenendo che tale sia il nostro compito e se ciò dispiace al Sig. Sindaco sapremo ben sopportarne le conseguenze”. Alla vista dei carabinieri l'uomo si alza e si azzuffa con loro
Un uomo si sdraia per terra in un parco nella periferia di Caronno Pertusella e una signora avvisa i carabinieri dicendo che "c’è un morto per strada!". Prontamente arrivano gli uomini di una pattuglia dell’arma, i quali trovano il trentenne Maurizio Micheli privo di sensi, come segnalato dalla solerte signora. Ma vivo, semplicemente in evidente stato di ebbrezza.
Gli uomini dell’arma capiscono definitivamente, a loro spese, che l’uomo non è morto. Poco dopo il loro arrivo, Micheli si sveglia e, in preda a chissà quale raptus, alla vista dei carabinieri tenta la fuga. Risultato: un pugno al carabiniere capo pattuglia e un calcio all’altro militare (rispettivamente, ne avranno per cinque e tre giorni). Micheli è poi stato subito immobilizzato.
Come se non bastasse, durante la perquisizione, è stata trovata addosso all’uomo una patente di una donna di Solaro vittima di un borseggio nel dicembre scorso. Micheli è così stato subito arrestato primo per resistenza a pubblico ufficiale, secondo per ricettazione.
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