Il consiglio dice sì a “Rete Acque”, sei consiglierei lasciano la seduta
La nuova società gestirà l’erogazione delle acque in tutta la provincia; l’approvazione è avvenuta durante l’ultimo consiglio comunale, ma i consiglieri di minoranza hanno abbandonato la seduta per protesta
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Saronno farà parte della grande “Rete Acque s.p.a.”. La firma della costituzione della società per azioni provinciale che gestirà l’erogazione delle acque di tutta la provincia, avverrà nella giornata di venerdì 17 maggio e firmatari dell’accordo saranno anche Varese, Busto Arsizio, Gallarate e la Provincia. L’argomento ha destato non poche discussioni nell’ultimo consiglio comunale svoltosi lunedì 13 maggio, durante il quale i consiglieri di minoranza di Rifondazione Comunista, Democratici di Sinistra, Costruiamo insieme Saronno, Popolari e Socialisti Democratici, hanno abbandonato la seduta per un vizio di merito secondo il quale non sarebbe pervenuta loro la documentazione nei tempi previsti dal regolamento, ovvero cinque giorni prima della data del consiglio. I consiglieri di minoranza hanno così richiesto il ritiro dei punti, ma la proposta è stata rifiutata da tutto il resto del consiglio. Il sindaco Pierluigi Gilli ha motivato dicendo che se non si fossero approvati i punti all’ordine del giorno non si sarebbe rientrati nei soci fondatori della grande società “Rete Acque”. I consiglieri di minoranza hanno quindi abbandonato la seduta per protesta dichiarando di non aver avuto il tempo materiale di poter visionare i documenti. Il consiglio comunale è poi proseguito con l’illustrazione da parte di Gilli di quello che sarà la grande società per azioni. Con la nuova legge finanziaria è stata introdotta la separazione tra la proprietà delle reti idriche e degli impianti, la gestione delle reti e degli impianti e l’eogazione del servizio. «La proprietà dovrà sempre rimanere degli enti locali oppure può essere conferita a società di capitali la cui maggioranza dovrà essere sempre degli enti associati e quindi incedibile – ha spiegato Gilli – Con la proposta di deliberazione di questa sera si cerca di raggiungere lo scopo di conferire la proprietà delle reti a una nuova società». La società avrà un capitale sociale di un milione di euro, suddiviso in parti uguali tra i cinque partecipanti. La gestione degli impianti potrà poi essere effettuata o tramite l’azienda che erogherà il servizio, oppure mediante affidamento diretto a società di capitali con partecipazione maggioritaria degli enti locali anche associati. «La costituzione di “Rete Acque” può anche essere definita una sorta di privatizzazione – ha proseguito Gilli – ma mai una privatizzazione completa perché la maggioranza di queste forme societarie deve rimanere degli enti locali. È evidente che la costituzione di questa società provinciale ha lo scopo di essere affidataria della gestione, delle reti e degli impianti, di cui diventerebbe proprietaria al momento in cui viene costituita la società». |
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