La Cooperativa Lavoro e Solidarietà trova nuovi spazi

Uno scatolificio in cui lavorano oltre 50 persone, di cui 37 disabili, retribuiti come gli abili; dietro la facciata di una vera e propria ditta che rimane sul mercato con le proprie gambe, vi è una consolidata e indipendente struttura assistenziale

La Cooperativa Lavoro e Solidarietà si amplierà e nei prossimi anni sarà pronta ad accogliere nuovo personale. Lla struttura di via Montoli dove lavorano circa 50 persone, di cui 37 disabili, è uno scatolificio in piena regola, autonomo dal punto di vista giuridico e pienamente competitivo sul mercato. Va anche sottolineato che è una delle poche Cooperative di solidarietà dove i dipendenti disabili sono pagati esattamente la stessa cifra degli abili. «Dopo un attento percorso formativo – spiega il presidente della Cooperativa Pasqualino Cau – far sentire le persone tutte allo stesso livello è uno dei nostri principali obiettivi. Il disabile non è un lavoratore di serie B: la dignità del lavoratore non si riscontra solo nel mestiere che fa, ma anche nel riconoscimento economico».
Negli ultimi tempi l’esigenza dello scatolificio è stata quella di cercare nuovi spazi. Nato agli inizi degli anni ’90, su un terreno messo a disposizione dell’Amministrazione comunale, lo scatolificio oggi ha bisogno di ingrandirsi. E così il comune di Saronno ha messo a disposizione un altro terreno, proprio vicino a quello esistente. La costruzione di un nuovo capannone (probabilmente a due piani) permetterà alla cooperativa di crescere ulteriormente. Devono ancora essere redatti i progetti, ma si pensa che entro il 2005 tutto sarà pronto.

Ma dietro allo scatolificio CLS non esiste solo la produzione di scatole da imballaggio. La Cooperativa Lavoro e Solidarietà è una specie di holding che ha dato vita a diverse iniziative di aiuto al disabile. La più conosciuta è proprio la Cls-La, che svolge un attività di tipo produttivo e a cui fa capo proprio lo scatolificio che da lavoro, oggi, a 37 disabili, più 7 in tirocinio. Un’altra forma di aiuto è la Cls-Fa, una struttura sempre privata che provvede all’inserimento del disabile nel sociale ed è dedicata alla formazione e assistenza dei disabili. Questa struttura esiste anche grazie ai contributi dei comuni limitrofi. «Con la Cls-Fa aiutiamo la gente a crescere – spiega Cau – a sviluppare le proprie capacità, formiamo le persone perché si sentano socialmente utili. Oggi stiamo aiutando 23 ragazzi e per questo tipo di struttura vi è una forte richiesta sul territorio. Abbiamo già chiesto al Comune altri spazi che probabilmente ci saranno dati appena sarà finito il nuovo Liceo classico e si libereranno così altre aule».
Entrambe le strutture non sono a scopo di lucro. Tutti gli utili della Cls-la vengono utilizzati a fini sociali della cooperativa. 

A sostegno delle due strutture sono nate anche due associazioni. La prima è l’Associazione Amici della Cooperativa, di cui è presidente Lucio Bergamaschi. Secondo Cau «Si tratta di un braccio secolare della Cls che aiuta soprattutto coinvolgendo la comunità saronnese». La seconda è l’Associazione Genitori della Cooperativa, presidente la mamma Gabriella Mariani, e di cui fanno parte i genitori dei ragazzi che lavorano o hanno lavorato nella struttura. «Entrambe queste associazioni – spiega il presidente generale aiutano la Cooperativa a compiere la propria opera di inserimento del disabile nella comunità attraverso il lavoro».
«La Cooperativa Lavoro e Solidarietà e un fiore all’occhiello della nostra città – spiega l’assessore ai servizi sociali Luciano Cairati – e quando ci è giunta la richiesta di aiuto per un ampliamento non abbiamo esitato. Adesso però vorremmo, organizzando diverse iniziative con l’associazione Amici della cooperativa, coinvolgere maggiormente anche il resto della città».


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Pubblicato il 15 Novembre 2002
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