Caso Giaramita: la Giunta Rosa attesa al varco in commissione
Berteotti (Margherita) e Salomi (UDC) intervengono sulla polemica: vicenda da chiarire, ma la Margherita è durissima anche con Porfidio
La vicenda Giaramita continua a tenere banco a Busto, e i vari gruppi consiliari stanno esaminando la posizione da assumere. Ma quando Audio Porfidio tocca un argomento, per quanta ragione possa avere si può stare sicuri che da parte dei colleghi ce ne sarà anche per lui.
Infatti il gruppo consiliare della Margherita per l’Ulivo, in un comunicato stampa, fustiga Porfidio con toni insolitamente duri. La sua colpa? Aver mostrato pubblicamente il giovane Davide Giaramita durante il consiglio comunale di venerdì scorso per dimostrarne l’effettiva disabilità. «Il rispetto per la disperazione umana non può diventare propaganda politica» scrivono i consiglieri della Margherita. E qui le parole si fanno pietre. «Sicuramente la famiglia che lui voleva aiutare ha ottenuto il clamore dei giornali. Ma senza azioni concrete tornerà il silenzio e, cosa più grave, la commiserazione della città. Porfidio invece il suo obiettivo l ‘ha centrato, ottenendo dai giornali lo spazio di cronaca che voleva». In sostanza la Margherita accusa Porfidio, di aver montato il "caso" a fini di propaganda personale, e ricorda di aver evitato ogni clamore chiedendo la rapida convocazione della commissione servizi sociali per affrontare la situazione. Ciò non significa, tuttavia, che la Margherita intenda fare sconti all’amministrazione: «Se l’assessore (Mazzucchelli, ndr) non avrà fatto tutto quanto avrebbe dovuto, non si preoccupi consigliere (Porfidio, ndr), saremo durissimi e ne chiederemo le dimissioni». La Margherita chiederà inoltre un sostegno economico speciale per Davide e sua madre Giovanna. Ricordando che a Busto esistono varie realtà del volontariato, la Margherita ribadisce che tali associazioni «non si fanno propaganda in consiglio comunale perché la solidarietà è azione, non inutili parole», e di casi come quelli di Davide e di sua mamma ce ne sono purtroppo molti. «Di presunti salvatori della patria siamo stanchi. Da quelli che offrono un milione di posti di lavoro a quelli che pensano di essere "la voce della città" (il nome del gruppo consiliare di Audio Porfidio, ndr)» conclude duramente il comunicato della Margherita. E uno dei consiglieri, Alessandro Berteotti, rincara la dose: «Porfidio ci inonda di mozioni e risoluzioni per ogni foglia che cade, poi in questo caso, invece di rivolgersi regolarmente al consiglio comunale, ci esibisce un disabile in uno spettacolo indegno del rispetto dovuto alle persone. In ogni caso vogliamo vedere gli atti relativi alla vicenda, e se la signora Alagna ha subito un torto, allora se necessario adiremo le vie legali contro l’amministrazione in sede civile e penale».
Molto più morbida la reazione di Enrico Salomi dell’UDC, partito di maggioranza. «Esprimo una posizione personale poichè il direttivo del partito non si è ancora riunito. Per prima cosa la signora e suo figlio devono ricevere di che sfamarsi. Per il resto attendiamo la riunione della commissione, il giorno 14, per chiarire se leggi e regolamenti siano stati rispettati o meno. Sulla scelta di Porfidio di mostrare Davide al consiglio comunale, be’, io non l’avrei fatto: è stato un pugno nello stomaco. Diciamo che è nello stile di Porfidio, che non è il mio; comunque non mi sento di giudicarlo, anche perchè quella signora e suo figlio devono averle davvero provate tutte prima di arrivare a questo».
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