Verbano “dimenticato”, nemmeno un albergo in cinque anni
A diciotto mesi dalla chiusura dell'Obiettivo 2 i progetti di albergo nell'Alto Varesotto sono ancora tutti fermi
Che fine hanno fatto le strutture alberghiere che dovrebbero rilanciare il turismo sulla famosa “sponda magra” del Verbano? A diciotto mesi dalla scadenza della grande opportunità offerta dall’Obiettivo 2, il famoso fondo europeo gestito dalla Regione che doveva servire a finanziare enti pubblici e privati attraverso finanziamenti a fondo perso in aree depresse, quasi nulla sembra essersi mosso in quella direzione. Dopo il caso dell’albergo mai nato a Creva, frazione di Luino, anche Germignaga ha il suo albergo mai nato. Per la precisione si tratta del progetto per la creazione di un residence alberghiero o, all’inglese, Apartement-hotel da 650 posti letto che dovrebbe sorgere nella zona di Punta Lavello, a circa cento metri dalla spiaggia omonima. Un’opportunità di investimento nel territorio da venti milioni di euro. Dal 2002 il progetto è bloccato in comune e, nonostante le reiterate richieste da parte della società costruttrice, la precedente e l’attuale amministrazione non vogliono concedere il cambio di destinazione dell’area da agricola a residenziale-turistica: «C’è una richiesta – conferma il sindaco Enrico Prato – ma non siamo convinti della posizione scelta per costruire una struttura così grande e di impatto, tra una scarpata e un sovrappasso ferroviario, questo ci preoccupa».
In che senso un progetto così importante e del quale il territorio sente il bisogno come l’aria non può decollare lì? «In primis perché entro l’anno avvieremo una revisione del Piano regolatore che individuerà quali sono le aree di interesse turistico alberghiero – continua Prato – e questa società deve, a nostro giudizio, attendere. Secondo punto è la serietà delle intenzioni dato che il nostro territorio, che noi vogliamo difendere, ha già conosciuto strutture che da alberghiere si sono trasformate in seconde case e niente più».
C’è paura e diffidenza, dunque, dopo i buchi nell’acqua fatti in passato. Tutto questo ha portato comune e società costruttrice davanti al Tar che dovrà pronunciarsi sulla questione del cambio di destinazione di questo terreno. Sullo sfondo rimangono i fondi Obiettivo 2, richiesti dalla società che vuole costruire l’albergo, e non concessi fino a quando il comune di Germignaga non sbloccherà la situazione. Sono pochi, infatti, i privati che hanno deciso di avvantaggiarsi dei finanziamenti a fondo perso come ha dimostrato l’ultima assemblea convocata dall’assessorato al commercio di Lavena Ponte Tresa e che ha visto la partecipazione di soli cinque commercianti dei 140 che operano nella città di confine. Poca informazione da parte delle amministrazioni, poca voglia di investire da parte dei privati, burocrazia lenta e farraginosa? Quale che sia la causa pare che una delle più grandi opportunità offerte al territorio luinese per risollevarsi dalla crisi stia volando via senza rumore.
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