Unia: «No all’esternalizzazione dei servizi ferroviari»
Aumenta il lavoro ma cala il fatturato: tagli in vista alle ferrovie svizzere? La preoccupazione del sindacato
Aumenta il volume dei trasporti delle ferrovie svizzere, ma cala il fatturato. Un risultato che il sindacato svizzero Unia, definisce preoccupante. “Appare in tutta la sua evidenza la strategia aziendale che, evidentemente senza affermarlo apertamente, è chiaramente orientata all’esternalizzazione di tutta una serie di processi di lavoro che finora avevano garantito posti di lavoro di qualità, formazione professionale di alto livello e lavoro qualificato in una regione che ha contribuito, grazie al lavoro di molti artigiani, a collocare le ferrovie svizzere ai primi posti della classifica mondiale – spiegano dal sindacato svizzero. Anche in questo caso, scelte strategiche perlomeno discutibili, volontà risparmistiche a breve termine e il venir meno del sostegno dello Stato stanno, come al solito, abbattendosi sul personale condizionando pesantemente il futuro anche di quelle unità produttive (come le officine di Bellinzona) che da sempre sono state un fiore all’occhiello dell’azienda. Intanto, grazie alle liberalizzazioni in atto, quotidianamente, locomotive targate DB, seguite da decine e decine di vagoni, attraversano le nostre stazioni intasate da vagoni e locomotive FFS “parcheggiate””.
”E fra poco forse vedremo i meccanici tedeschi riparare anche le nostre motrici e i nostri specialisti in coda a timbrare – ironizzano dal sindacato – e ciò non perché non sanno lavorare ma semplicemente perché per sbarcare il lunario devono guadagnare qualcosa di più dei loro colleghi che abitano altre latitudini. Intanto i ricchi di questo Paese continueranno ad arricchirsi grazie a sgravi fiscali insensati mentre i salariati di tutta Europa saranno messi in concorrenza tra loro e continueranno veder peggiorate le condizioni di vita e di lavoro”.
Una prospettiva meno remota di quanto si possa pensare e che Unia, in collaborazione con la SEV, al fianco dei lavoratori delle officine FFS, intende ostacolare ad ogni costo “per garantire non solo la sopravvivenza delle officine FFS di Bellinzona, ma anche il loro sviluppo tecnologico e ciò in vista dell’attuazione delle linee veloci legate alla realizzazione di Alptransit”.
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