Gli Amici di Claudio aiuteranno i bambini del Senegal
La famiglia Meggiorin fonda l'associazione che porta il nome del figlio per aiutare i bambini che soffrono
«Ho trovato la forza di reagire alla morte di Claudio grazie al suo amore per la vita e per i bambini, per questo ho deciso di impegnarmi a fondare un’associazione che aiuta i bambini e che ricordi il suo nome». Con grande emozione ieri Elisabetta Meggiorin, madre di Claudio Meggiorin il ragazzo ucciso davanti al suo bar di Besano tre mesi fa, ha presentato alla stampa l’Associazione «Amici di Claudio in compagnia del girasole» in stretta collaborazione con la Onlus Gesù è Risorto di Parma, guidata da Roberto Aita, amico della famiglia Meggiorin. «L’associazione Ger ci ha dato una sezione dedicata ai bambini sul suo sito www.geritalia.org e insieme abbiamo aperto un conto corrente per la raccolta fondi che gestiremo noi – ha spiegato la mamma di Claudio – e che servirà a finanziare gli obiettivi che ci porremo e che avranno sempre come centro d’attenzione i bambini».
Il primo obiettivo già raggiunto è quello di inviare dei palloni da
calcio ai bambini del Senegal. «Per farlo ci siamo avvalsi dell’aiuto di un nostro amico senagalese – continua la signora – che ci ha spiegato come in questo momento i bambini del Senegal sognino tutti di diventare dei campioni di calcio come quelli che giocano nella nazionale senegalese». Il calcio, dunque, come via d’uscita dala povertà e come veicolo di buoni valori come il rispetto e la correttezza.
«Sicuramente Claudio avrebbe aderito a questa idea perchè amava i bambini e il calcio». Poi la domanda fatidica sulla mano omicida che glielo ha portato via: potrà mai perdonare signora? «Non sono io che devo perdonare ma qualcuno che sta lassù, siamo molto credenti e solo la fede ci ha dato la forza di non cadere in una spirale di odio come sarebbe facile pensare». A tre mesi dalla morte di Claudio Meggiorin sembra che tutto il clamore mediatico del caso creato dalla rabbia anche xenofoba di alcune persone sia svanito nel nulla sostituito dalla voglia di ricominciare di una mamma e di un papà che hanno trovato forza nella fede e nell’unità familiare.
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