Il manifatturiero a Varese ce la puo’ fare
Presentata una ricerca dell'Ires-Cgil sul sistema produttivo della nostra provincia
Il manifatturiero in provincia di Varese è in crisi. Una verità che sindacati, associazioni padronali e istituzioni dichiarano ormai da tempo. Le fredde cifre non lasciano scampo: se a livello nazionale gli adetti del settore diminuiscono del 6 per cento, nella nostra provincia calano del 23,3 per cento. Il doppio rispetto alla Lombardia che fa segnare un -11,5.
A Villa Cicogna Cgil e Ires (Istituto di ricerche economiche e sociali) hanno presentato uno studio sul sistema produttivo varesino: 92 pagine in cui Emanuele Galossi e Stefano Palmieri spiegano il declino del manifatturiero nel Varesotto, ma anche le prospettive e le opportunità per un settore che ha caratterizzato e continua a caratterizzare fortemente il territorio.
Coordinati dal giornalista della Prealpina Federico Bianchessi, sono stati chiamati a discuterne: Ivana Brunato, segretario provinciale della Cgil, Umberto Colombo, segreteria Cgil Varese, Agostino Megale, presidente dell’Ires, Daniela Palma , direzione studi Enea, Bruno Pavesi, amministratore delegato della Bticino, Pasquale Catalfamo, imprenditore.
La ricerca ha evidenziato alcune criticità del sistema produttivo varesino: 1) l’accettazione passiva di alcune trasformazioni economiche in atto; 2) la presenza di alcuneproduzioni che
saranno abbandonate nel breve periodo perché poco competittive; 3) scarsa internazionalizzazione delle imprese; 4) la presenza di un tessuto di piccole e medie imprese che hanno operato su un orizzonte di breve periodo.
Il sistema varesino, però, secondo la ricerca ha degli aspetti interessanti che potrebbero essere i veri fattori di rilancio del settore: 1) una cultura diffusa del "saper fare" legata alla vocazione manifatturiera del territorio; 2) un’adeguatra capacità di fare rete trai diversi soggetti istituziionali; la vicinanza con Milano; 3) un certo dinamismo demografico; 4) la pesenza di Malpensa non ancora sfruttata appieno; 5) la crescita di produzioni ad alto contenuto tecnologico; 6) la necessità di avviare un processo di riqualificazione della manodopera.
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