Via Vannucci protesta: «Quelle case popolari poggerebbero sull’acqua»
Gli abitanti della zona tra viale Aguggiari e Montello contro un progetto comunale. «Non facciamo ripetere la nostra esperienza negativa»
C’è un progetto edilizio nei piani del Comune di Varese che trova la severa opposizione dei residenti nell’area interessata. Stiamo parlando del complesso di edilizia residenziale che dovrebbe sorgere in via Vannucci (nella foto), una strada situata nel "triangolo" compreso tra viale Aguggiari, Sant’Ambrogio e l’altura del Montello.
Gli abitanti si sono riuniti in comitato per esprimere il proprio netto "no" al progetto, e difendono a spada tratta i motivi di questa presa di posizione. È il portavoce, l’ingengner Bruno Paolillo, a snocciolare le ragioni condivise dai proprietari degli edifici che si affacciano su via Vannucci. «Siamo stati accusati dal presidente della commissione edilizia, architetto Salerno, di essere contro eventuali nuovi occupanti delle case popolari che si vorrebbero costruire. Un’affermazione falsa e demagogica, perché un motivo per il "no" è chiaro e sotto gli occhi di tutti. Le case sorgerebbero su un’area inadatta, sotto la quale si celano non una ma ben due falde acquifere».
Una situazione che ha già dato problemi agli edifici di via Vannucci. «Nel 1989 – spiega l’ingegner Paolillo, "armato" dei ritagli di giornale dell’epoca – un gruppo di appartamenti venne evacuato in fretta e furia e trenta persone si ritrovarono ospitate in albergo. Ciò a causa di un inizio di cedimento della struttura, vecchia allora di soli due anni. Da allora esiste una perizia (in possesso del comitato ndr) firmata dallo studio Baratti di Varese nel quale, tra l’altro, è segnalato "un importante impluvio sotteraneo locale" e si parla di una "accentuazione progressiva delle difficoltà al deflusso idrico con effetto di innalzamento del livello base di drenaggio…". In pratica ci sarebbe il rischio concreto della formazione di un bacino ristagnante. Un’ipotesi confermata da quanto accade in un altro edificio della via, dove per limitare i problemi dovuti alle infiltrazioni agiscono quotidianamente tre idrovore.
Tra l’altro, segnala sempre l’ingegner Paolillo, l’attività artesiana presente in via Vannucci è talmente evidente da dare vita ad un laghetto profondo circa 8 metri. Laghetto peraltro deturpato dai rifiuti e che oggi è più simile ad una discarica. «Anche in merito a questo ho da fare una segnalazione – spiega Paolillo – ed infatti ho inviato un esposto al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Milano. Il laghetto è ormai una vera discarica abusiva, con parti di automobili, elettrodomestici, frammenti di ethernit e così via».
Intanto gli abitanti hanno trovato una "spalla politica" nel consiglio della Circoscrizione 3, che si è espresso all’unanimità contro la costruzione delle case popolari in via Vannucci e che intende riparlare dell’argomento nella prossima seduta. «Sfido ora il presidente Salerno a dichiarare che l’intero consiglio circoscrizionale non è interessato a dare una casa a chi ne ha bisogno» è il commento amareggiato di Paolillo, che esprime un’ulteriore preoccupazione: «Il nostro comitato vorrebbe evitare che, per "promuovere" la cementificazione di via Vannucci, qualche funzionario comunale commissionasse qualche nuova, costosa perizia. Quella già esistente è completa, più che sufficiente, e parla molto chiaro».
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