Confesercenti «Centri Commerciali: è ora di parlare di strategie»
Chiesta un'assemblea aperta per parlare delle prospettive di sviluppo commerciale della città
A Varese il problema non è questo o quel centro commerciale: è lo sviluppo della città. E’ questa, in sintesi, la posizione della Confesercenti varesina, che ha lanciato oggi la proposta di una assemblea sull’argomento: coinvolgendo l’aministrazione comunale, la popolazione gli attori sul territorio, persino architetti e urbanisti. «E’ arrivato il momento di parlare dello sviluppo commerciale della città, nel suo complesso» ha spiegato Cesare Lorenzini, presidente di Confesercenti Varese, nel darne l’annuncio.
Per Confesercenti infatti non basta parlare di mercatini, del centro commerciale dello stadio, dell’area ex Malerba: «Noi chiediamo all’Amministrazione comunale che faccia quello che ha promesso alle elezioni: proteggere i piccoli contro la grande distribuzione – precisa il direttore di Confesercenti, Gianni Lucchina – Invece: ci si nasconde dietro ai singoli annunci, dati uno per volta sui giornali».
Un elenco che, messo insieme, secondo l’associazione vale una strategia: la Malerba, lo stadio, l’area ex Aermacchi, l’ex Bulgheroni in viale Valganna. «Il nostro atteggiamento non è contrario a prescindere – puntualizza Lucchina – Ma se si realizzassero tutti i centri commerciali di cui si parla, non solo i piccoli negozi chiuderebbero, ma sarebbero in difficoltà anche i dipendenti dei grandi negozi».
E da verificare è anche ciò che sta aldilà degli annunci: «Cosa succederà nell’area ex Malerba?- si chiede Lucchina – L’Esselunga triplicherà le sue dimensioni? E poi cosa succederà in viale Borri? Verrà cambiata la destinazione d’uso eo entrerà un altro supermercato? Sono domande a cui è necessario rispondere, per poter valutere seriamente l’impatto di queste nuove aperture per sulla città» .
Questo sarà lo scopo dell’incontro aperto che l’associazione ha annunciato, e che per ora non ha ancora un luogo e una data.
Un incontro per cui, se non andrà in porto « Siamo pronti a fare come fatto a Brescia: far capire all’amministrazione cosa vuol dire una città senza negozi». Una serrata insomma, in protesta con l’ente locale se non mostrerà la sensibilità necessaria per ragionare di sviulppo del commercio a Varese.
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