Stop ai vandali: l’ospedale “incatena” i reparti vuoti
Dopo la sgradita intrusione di vandali e senza tetto nei padiglioni liberati con il trasloco, la dirigenza ha deciso di mettere lucchetti, catene e chiavistelli
«Abbiamo chiesto all’assessore ai servizi sociali di Varese Gregorio Navarro di attivare un tavolo di confronto e individuare una soluzione concreta al problema dei senza tetto». A parlare è Carlo Pampari, direttore generale dell’azienda ospedaliera varesina, che si è ritrovato a dover fronteggiare l’emergenza vandali nei padiglioni disabitati dopo il trasloco nel nuovo monoblocco. «Il problema non è certo attuale, ma sicuramente non ci aspettavamo una tale incuria verso un bene che, comunque, è pubblico e serve per aiutare chi ha problemi di salute».
Tutti gli accessi ai vecchi padiglioni vuoti sono stati blindati con grate, lucchetti, catenacci. L’impresa non è stata di poco conto, anche perché molti di quegli spazi sono comunque attivi durante il giorno e può sempre capitare un’emergenza che imponga l’apertura immediata di reparti blindati. Nonostante le misure di sicurezza, qualche problema capita di incontrarlo comunque. Un ferro divelto, una finestra forzata, una porta rotta soprattutto nell’ex geriatrico.
Per contrastare il fenomeno del vandalismo, l’azienda ha adottato anche un servizio di vigilanza notturna chiamato a verificare la tenuta di tutte le protezioni e la tranquillità dei reparti sia quelli ormai chiusi sia di quelli operativi.
Intanto da lunedì prossimo inizieranno i lavori nel padiglione centrale. Nell’ala di sinistra, dove un tempo c’era l’urologia è già stato attivato l’ambulatorio Inail e uno spazio ambulatoriale del pronto soccorso per il controllo delle ingessature.
Nel corpo centrale partiranno lunedì i lavori di imbiancatura e di rifacimento dei pavimenti ( per una spesa di 180.000 euro) per attivare a settembre la day surgery e il day hospital ( ospitati al primo piano un tempo occupato dalla chirurgia del professor Dionigi). Al piano superiore troveranno spazio i vari ambulatori internistici mentre al terzo piano saranno ospitati quelli oncologici.
La concentrazione delle attività nel padiglione centrale permetterà di liberare la radioterapia dove a fine settembre partiranno i lavori per realizzare, entro 18 mesi, un hospice e un reparto di cure palliative
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