Lavoratori immigrati in fila per un futuro regolare
Al via lunedì 3 dicembre il decreto flussi 2007 con la procedura on line. Si teme per gli intoppi con internet e per le possibili truffe
Come finirà è tutto da vedere. Il decreto flussi 2007 per la regolarizzazione di 170mila lavoratori e lavoratrici extracomunitari è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale venerdì 30 novembre. Varie le novità rispetto al passato, fra cui centomila posti in più rispetto al 2006 e più di un terzo delle domande destinate ai soli lavori di assistenza alla persona e collaborazione domestica. Quello che però in questi giorni fa più notizia, è la nuova procedura di presentazione delle domande: non più file notturne alle poste, ma tutto via internet. Insomma, per chi non vuole fare da solo, quest’anno le “file” saranno agli sportelli preposti (sindacato, associazioni imprenditoriali, ecc…) che hanno firmato il protocollo d’intesa con il ministero dell’Interno. Solo Inca Cgil ha 29 postazioni in provincia attive da lunedì 3 dicembre. «Formalmente – spiega Amani Jacques dell’ufficio immigrazione della Cgil – il datore di lavoro si presenta ai nostri sportelli per assumere regolarmente un lavoratore che si trova ancora al suo paese di origine. Se non può delega un familiare o un cittadino straniero già regolare, ad esempio un parente». Nella realtà però, come successo gli anni scorsi, non tutto fila così liscio. «La maggior parte di queste persone si trova già in Italia e, se tutto va bene, una volta ottenuto il nulla osta torna nel suo paese per sbrigare le altre pratiche. In provincia di Varese sul totale degli stranieri presenti circa il 10% è irregolare e probabilmente usufruirà di questa possibilità».
Se però con la firma del protocollo d’intesa – esulta Martine Illgen di Anolf Cisl – non dovrebbero più esserci agenzie italiane che chiedono soldi illegalmente agli immigrati, i problemi sono dietro l’angolo. Sayd è arrivato dal Marocco nel 1992 e dal 1998 vive a Varese dove lavora come gessista. Durante alcuni viaggi al suo paese ha scoperto che le truffe sono all’ordine del giorno. «Non so chi c’è dietro, sicuramente anche italiani – ci racconta -. Vendono contratti di lavoro per delle cifre che possono arrivare anche a 10mila euro. Con questo giro c’è gente che è diventata ricchissima: per tante persone che vogliono emigrare, questa è l’unica soluzione. Per i lavoratori però ci sono anche brutte sorprese: a volte arrivano in Italia e il lavoro non c’è».
Da non sottovalutare ci sono poi le possibili ripercussioni negative della procedura informatica. Una volta compilati i documenti sul sito del ministero dell’Interno, ci sono tre giorni prestabiliti per inoltrare le domande: 15 dicembre per i lavoratori che provengono da 14 paesi con cui sono stati sottoscritti accordi bilaterali (47.100 quote); per chi viene da paesi diversi 18 dicembre per il settore domestico e di assistenza e 21 dicembre per gli altri settori (110.900 quote). «Non abbiamo ancora visto il sito perché non abbiamo la password – spiega Illgen -, ma credo che sarà un caos. Alle 08.01 di quei tre giorni da tutta Italia saranno pronti ad inviare le procedure registrate. Anche per noi operatori ci saranno non pochi problemi: io mi aspetto una cifra fra 500 e 700 pratiche. Espletarle tutte in 14 giorni sarà un’impresa».
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