La storia d’Italia raccontata attraverso le ferrovie
Bella la mostra aperta nella ex chiesa di San Giulio: documenti e modellini di tram e treni ripercorrono la storia d'Italia, ma ricordano anche le particolarità locali
Dagli antichi tram della Valganna alle distruzioni della guerra, ai lunghi treni dell’immigrazione dal Sud al Nord: la storia d’Italia si può raccontare anche così, attraverso le ferrovie, con immagini, modellini e documenti. Nell’ampio programma di eventi previsti nei mesi fino all’estate, il multiforme comitato CassanoMagnagoItalia ha inserito una iniziativa che “racconta” l’Italia proprio attraverso il mondo delle ferrovie, la loro evoluzione, il loro ruolo nella storia sociale. I documenti e i tanti plastici e diorami con i “trenini” sono stati raccolti dal Gruppo Modellistico del Dopolavoro Ferroviario di Gallarate e allestiti nell’interessante spazio espositivo dell’ex chiesa di San Giulio (in via San Giulio).
Grande l’interesse del pubblico davvero vario, dai bambini con i genitori agli anziani che si ricordano ancora del tram che collegava Cassano a Gallarate e Lonate Pozzolo (scomparso 60 anni fa), a cui è dedicato uno dei punti espositivi. Una delle scenette riprodotte dai modellisti ricorda le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, quando si dovette ricostruire più di un terzo delle ferrovie d’Italia, spesso ripristinando opere importanti come i grandiosi ponti distrutti dalle bombe alleate o dai tedeschi in ritirata, che usavano un apposito carro ferroviario distruttore, "l’erpice". Un altro diorama racconta il turismo d’antan dei milanesi che andavano in Valganna usando il treno delle Nord e i piccoli tram bianchi di Varese. Tra i tricolori che addobbano la sala si scoprono dunque pezzi di storia
patria, ma anche di storia locale, come la fitta rete di tram varesini o la “vocazione” turistica che le valli a nord di Varese non hanno mai perso. O ancora di quando negli anni Venti a Gallarate, nelle officine di via Pacinotti dismesse nel 1996, si costruivano intere locomotive elettriche del tipo più moderno a corrente continua. Insomma, si capisce come celebrare l’Unità sia anche un modo per celebrare le particolarità dei singoli territori, la composita identità degli italiani, il tortuoso percorso che si dipana dal 1861 a oggi.
La mostra sarà aperta al pubblico per tutta la settimana dalle 16 alle 18 nei giorni feriali; dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 18.30 nei giorni festivi. L’ingresso è libero ed è possibile prenotare in loco visite guidate per gruppi e scolaresche.
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