Anagrafe del Buon Vicinato, un’opportunità per gli anziani
Il Comune affianca il decanato e le due parrocchie di Sacconago e Borsano in questo progetto pilota, mirato a creare una rete di solidarietà "over 70" mettendo in contatto chi ha bisogno e chi può rendersi utile
Arriva Sacconago e Borsano l’Anagrafe del Buon Vicinato. L’iniziativa di solidarietà sociale rivolta agli anziani vede i servizi sociali del Comune di Busto Arsizio recepire ed affiancare un’attività già avviata dal Decanato e dalle due parrocchie "pilota" di questa nuova esperienza.
Il progetto è rivolto a tutti i cittadini di età superiore ai 70 anni residenti nelle due frazioni: «si tratta di circa 2600 persone» dice l’assessore ai servizi sociali Mario Crespi, quindi un "bacino" d’utenza non indifferente.
Nelle prossime settimane le parrocchie contatteranno il maggior numero di anziani per individuare due tipologie, fra loro strettamente correlate, “chi aiuta” e “chi è aiutato”, con l’obiettivo di sostenere situazioni di fragilità conclamate; individuare quelle bisognose di interventi più specifici e, in tal caso, istituire il contatto più opportuno fra il soggetto che per le ragioni più diverse (salute, soldi, solitudine) si ritrova in condizioni difficili e la figura adatta a sostenerlo nella soluzione dei problemi quotidiani; incentivare una politica di solidarietà tra cittadini e servizi.
Il Comune partecipa al progetto con le assistenti sociali dell’area anziani e con un cofinanziamento da 30mila euro diviso in parti eguali per le due frazioni su cui si va ad intervenire. Le assistenti collaboreranno con i referenti parrocchiali: Maria Grazia Mascheroni e ovviamente il parroco don Giulio Bernardoni a Sacconago, Fulvio Damin ed Ernesto Cozzi in quel di Borsano, naturalmente affiancati dal parroco don Mauro Magugliani.
Osserva l’assessore Mario Crespi: «Con questo progetto gli anziani saranno al centro di iniziative pensate su misura per loro, così da renderli, da un lato più attivamente coinvolti nel loro ruolo di cittadini, dall’altro offrendo loro ulteriori opportunità per mettere costruttivamente a frutto il loro tempo, evitando la solitudine e percependo la presenza di un sostegno costante alle loro necessità. Molti anziani hanno infatti risorse che possono essere condivise e messe a disposizione di altri, che si ritrovano in condizione di fragilità»..
Grazie al “Buon Vicinato” si potrà fornire in primo luogo aiuto e sostegno nello svolgimento di semplici incombenze quotidiane (acquisto di generi alimentari o di medicinali, il disbrigo di pratiche amministrative, l’accompagnamento alla Santa Messa o in altri luoghi), ma anche garantire un sostegno sociale costante (contatti telefonici, visite a domicilio, momenti di condivisione attraverso festeggiamenti di ricorrenze e momenti dedicati ad attività ricreative, culturali o di socializzazione). «L’importante» dice Crespi «è partire dalle cose semplici, dalle necessità di ogni giorno. Il messaggio, poi, è che gli anziani non sono solo recettori passivi di aiuto ma partecipi e attivi nel darsi una mano a vicenda».
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