Due settimane di vacanza in più per legge, gli svizzeri chiamati al referendum
Oltre confine chiamati a votare per avere sei settimane di vacanza pagata (al posto di 4). La proposta arriva da un sindacato per “tutelare le famiglie” ma gli imprenditori invitano a votare no con lo slogan “più vacanze=meno lavoro”
“Sei settimane di vacanza per tutti”, si o no? E’ questo uno dei 5 quesiti referendari che oggi porterà i cittadini elvetici alle urne. La proposta di iniziativa popolare è stata portata avanti dal sindacato “travail.suisse” e sarebbe a favore delle famiglie. Il lavoro nella confederazione svizzera, infatti, negli ultimi tempi si sarebbe fatto più veloce, intenso e stressante e questo avrebbe notevoli influenze sui rapporti all’interno dei nuclei familiari. Oltre a questo anche la salute stessa dei lavoratori sarebbe a rischio con evidenti ripercussioni sulla qualità del lavoro. Da qui, quindi, la proposta di portare da 4 -a volte anche 5- a 6 le settimane di ferie pagate per tutti i lavoratori. Prevedibilmente, le associazioni di industriali hanno eretto barricate invitando a votare no al referendum. L’equazione contenuta nel loro slogan è semplice: “più vacanze=meno lavoro”. Due settimane di vacanze in più farebbero crollare la competitività delle aziende, già colpite dalla crisi economica. E grazie alla massiccia campagna e all’uso di eloquenti spot televisivi, dai sondaggi risulta che il 60% degli svizzeri sia propenso a bocciare la proposta del sindacato. Sembra quindi che anche oltre confine passerà la linea che ha sottolineato qualche giorno fa il presidente della Banca d’Italia: “lavorare di più e più a lungo”.
Ma oltre a questo quesito, i cittadini svizzeri saranno chiamati a votare sulle iniziative popolari “Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie” e “iniziative sul risparmio per l’alloggio” che chiedono rispettivamente di limitare alla quota del 20% le abitazioni secondarie in ogni comune (e che il consiglio federale consiglia di respingere) e di incentivare fiscalmente il primo acquisto di una abitazione privata. Altro quesito rimanda alla disciplina sui giochi in denaro a favore della pubblica utilità e l’ultima domanda riguarda la volontà di abrogare la legge federale che obbliga tutti i librai a mantenere il prezzo fisso sui libri in tutta la Svizzera.
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