Rivoluzione Civile: “Noi siamo la gente, e vinceremo”

Liste aperte, persone che si impegnano senza chiedere nulla in cambio e un obiettivo politico. Costringere il Pd a mollare Monti e fare un governo spostato a sinistra

«Nelle liste c’è tanta gente comune, al servizio di un’idea e senza richieste di posti personali». Rivoluzione Civile riparte proprio dalla società, mette insieme i partiti, ma li lascia in seconda fila. Questo il messaggio che viene dai promotori della lista, in provincia di Varese. “Vinceremo perché la nostra è l’unica vera novità – afferma Alberto Visco Gilardi, segretario provinciale dei Comunisti Italiani – hanno appoggiato tutti il governo Monti, ma noi siamo alternativi. Il nostro obiettivo è fare un governo di centrosinistra, impedendo al Pd di andare con Monti, e formando invece uno schieramento che possa salvaguardare l’articolo 18, lottare contro la tav, difendere i bisogni sociali, combattere la mafia, dire no agli F35”.
Secondo Rivoluzione civile, quello dato a Ingroia è il “voto utile” a spostare l’asse di governo verso la sinistra e impedire dunque l’accordo con la “destra rispettabile” di Monti. Da queste parti non c’è cattiveria nei confronti di Vendola però qualche puntualizzazione sì: “I compagni di Sel li vediamo un po’ stretti nella loro alleanza con il Pd”.
Questa è la prima campagna elettorale in cui non c’è il simbolo della falce e martello. In realtà, anche nel 2008 la sinistra arcobaleno aveva abolito la bandiera rossa, e il risultato non fu buono. Oggi Pcdi e Prc sono nella coalizione insieme agli arancioni di De Magistris e all’Idv di Di Pietro, un mix di sinistra marxista e partito delle mani pulite, che ha scelto come capo coalizione un simbolo della lotta giudiziaria alla mafia. Secondo gli esponenti dell’Idv non è vero che vi sia una forte distanza tra dipietristi e comunisti sul tema delle opere pubbliche: «Anche noi siamo contro la tav» dice ad esempio Eliseo Sanfelice (fu uno dei fondatori di Radio Lupo Solitario), consigliere comunale di Samarate dell’Italia dei valori. I rivoluzionari civili osservano anche che non si sono mai esclusi dalle alleanze, come dimostrerebbe la presenza dei partiti di sinistra nella coalizione che sostiene Ambrosoli alle regionali. Alle politiche sarebbe invece stato il Pd a dire no all’alleanza, circostanza che ha costretto Rivoluzione Civile ad incalzare Bersani da sinistra, con risultati che i sondaggi, oggi, danno come interessanti dal punto di vista dei consensi. I varesini in realtà non hanno grandi possibilità di essere eletti perché sono collocati in posizioni un po’ basse nelle liste. Oggi erano presenti alla presentazione alla stampa esponenti della lista, al senato, come Pippo Pitarresi, ex consigliere comunale dei Comunisti Italiani, Franca Polimeni di Rifondazione Comunista, Edoardo Angotti consigliere comunale a Gallarate dell’Italia dei valori. Alla camera la prima varesina è Rita Tonti al numero 15 della lista, dei Comunisti Italiani, c’è Cosimo Cerardi del Pdci di Busto Arsizio, Gerardo Fania di Rifondazione, Stefano Sportelli dell’Idv, consigliere a Saronno. 

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Pubblicato il 07 Febbraio 2013
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