La campana “dei bombardieri” racconta la storia del volo

Come ci sono finiti degli idrovolanti da guerra sopra il simbolo sacro per eccellenza? Lo rivela Mario Varalli in un libro dedicato al Campanile della Chiesa di San Bernardino

Dal 1932 ad oggi uno stormo di S55 sorvola ogni giorno il centro di Sesto Calende. La flotta di bombardieri, vanto dell’aeronautica italiana dei primi del Novecento, è stata scolpita sulle pareti della campana maggiore del campanile della Chiesa di San Bernardino. Il passato di questi velivoli si intreccia con la storia, e non solo con quella economica, della cittadina sulle rive del Ticino. Un legame fatto di lavoro e saperi – quelli che hanno contraddistinto la presenza della Siai Marchetti a Sesto Calende – che aiuta inoltre a comprendere come ci siano finiti degli idrovolanti da guerra sopra il simbolo sacro per eccellenza, le campane della chiesa parrocchiale.

La storia del campanile di San Bernardino e i momenti salienti che hanno caratterizzato la sua costruzione sono raccolti nel volumetto "Per chi suona la campana? La torre campanaria di Sesto Calende porto del cielo". Il libro, scritto da Mario Varalli, è stato realizzato grazie al contributo del Gruppo Lavoratori Seniores Siai Marchetti e della Gelateria del Borgo di Angera. Quella di Varalli è un’interessante ricostruzione degli eventi che hanno portato alla realizzazione della "Nuova chiesa", a partire dalla posa della prima pietra (luglio 1905) fino ad arrivare alla cerimonia di consacrazione delle otto campane (agosto 1932).

«Le nuove campane di Sesto Calende – si legge nei documenti raccolti dall’autore e datati 1932 – sono otto, formano un concerto musicale, della scala temperata, sulla corda del La naturale, pesano complessivamente intorno ai cento quintali, vennero testè eseguite nella secolare, rinomata Fonderia Bianchi di Varese». Delle otto, quella certamente più particolare, è appunto la campana maggiore di "Santa Maria". Quest’ultima, dedicata agli "eroi dell’aria", è stata «disegnata dal pittore Papa, disegnatore della Siai, su ispirazione dell’ingegner Marchetti che è anche autore della dedica propiziatoria e ha apposto la firma sul modello in cera; pesa 28,80 quintali e ha un’apertura di 1,70 metri. È decorata con l’immagine della Madonna di Loreto, patrona degli aviatori, un disegno di onde raffigurante il mare, i segni dello zodiaco raffiguranti il cielo e uno stormo di S55. Il motto è "per aspera ad astra"».

Le altre sette campane conservano ognuna una dedica particolare: la seconda, Crocefisso, è intitolata ai Caduti, la terza, San Paolo monaco, agli Esercenti, la quarta, San Rocco ai Contadini, la quinta, San Giacomo ai Vetrai la sesta, San Bernardino è un dono «del Rev. Sig. Prevosto», la settima, San Giovanni Battista «aere proprio fecerunt coniuges Henrica et Joannes Battista Farioli» e l’ottava, San Francesco, è offerta dai «coniuges Franciscus et Maria Barbieri».

La presentazione del libro e la vendita avverranno nella settimana dall’1 all’8 settembre all’istituto Orsoline in occasione della Festa della Comunità Pastorale Sant’Agostino di Sesto Calende e Mercallo. Il ricavato della vendita sarà devoluto al restauro del campanile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 giugno 2013
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