Genitori preoccupati: “I nostri figli in una classe pollaio”
In una lettera accusano la dirigente di aver perso iscrizioni perché non è decollato il progetto di potenziamento che prevedeva un spesa di 30.000 euro del Comune mai erogati. La preside spiega la situazione
La prima classe della media di Morazzone avrà, a settembre, 30 alunni ma i genitori non ci stanno. Ciò che preoccupa è sia il numero di studenti sia l’individuazione di un’aula capace di garantire la sicurezza. Al di là della normativa sul rapporto docenti e alunni che va applicata, si contesta la politica adottata dalla nuova dirigente che non avrebbe appoggiato e favorito il progetto “Una scuola innovativa e attenta ai bisogni di tutti” per potenziare e migliorare l’offerta formativa della scuola: «La scuola “E. Fermi” di Morazzone – si legge nella lettera firmata da alcuni genitori – ha rinnovato la propria offerta formativa, allo scopo di favorire una crescita armonica di tutti i propri studenti mediante percorsi didattici fortemente supportati da attività laboratoriali svolte principalmente durante le ore curricolari. Ciò con particolare riferimento a due aree caratterizzanti: quella linguistica e tecnico-scientifica, per le quali la scuola si avvale anche di esperti esterni altamente qualificati (artigiani, insegnanti madrelingua, docenti universitari).” I docenti, guidati dal Dirigente Sabino Famiglietti, avevano elaborato una programmazione didattica specifica per ogni materia, confluita in un documento allegato al piano dell’offerta formativa. Il Sindaco del Comune di Morazzone, Matteo Bianchi, nella primavera 2014 aveva dato ampia disponibilità a mettere in campo investimenti per circa 30.000 €. Ma il progetto non è mai veramente decollato. La nuova Dirigente, Nicoletta Pizzato, non ha mostrato particolare interesse per il progetto. Lo stanziamento totale del comune per il Piano Diritto allo Studio è stato di soli 5000 € e non è stato effettuato alcun acquisto di strumentazione o sistemazione di laboratori. I docenti hanno cercato di fare quello che i mezzi consentivano loro, per cui sono partiti i laboratori di informatica, è stata svolta un’attività sulla panificazione … ma il pane è stato cotto a casa, perché il forno non è stato acquistato! Senza i fondi adeguati e senza il supporto della direzione, sostengono i firmatari, l’immagine della scuola è risultata sbiadita e nessuna iscrizione, oltre a quelli naturali della primaria è arrivata in segreteria. Anzi.
La dirigente Nicoletta Pizzato, pur consapevole che una classe di 30 alunni sia più problematica di quelle di 18 alunni a cui la media di Morazzone era abituata, non vuole sentir parlare di una scuola depotenziata perché non è decollato il progetto: « Nonostante i fondi annunciati per il diritto allo studio, dal Comune sono arrivati 5000 euro. Con quei fondi abbiamo privilegiato ore di approfondimento nelle lingue inglese e francese per tutti gli alunni, invece che per un solo gruppetto. Inoltre, la scuola è dotata di un laboratorio di scienze dove vengono già effettuati esperimenti in linea con il percorso didattico. È chiaro che, se arrivassero 14.000 euro per arredare una nuova aula di scienze, io sarei la prima a gioire. Mi rendo anche conto, però, che i tempi sono difficili per tutti e occorre lavorare con ciò che si ha a disposizione. Mi sembra inadeguata anche la critica alla mancata spesa per un forno da panettiere che sarebbe costato 1600 euro. Il progetto della panificazione è stato fatto, i ragazzi hanno studiato farine e lieviti. È mancata la cottura, ma ogni ragazzo ha portato a casa il pane da cuocere, così è stata coinvolta anche la famiglia. Alla fine, è bene riflettere che il laboratorio è un metodo di insegnamento e bisogna guardare ai risultati didattici più che ai prodotti».
La dirigente, comunque, è aperta a ogni contributo: « Sarei felicissima se si potesse rendere più ricca questa scuola ma chiedo anche un po’ di realismo e comprensione dati i problemi che stanno affrontando gli enti locali».
I genitori però rilanciano: « È evidente che il tipo di didattica che può essere erogata con una classe di 30 ragazzi è radicalmente diversa da quella attualmente erogata a Morazzone, laddove le classi sono al massimo di 18 ragazzi. L’attenzione al singolo ragazzo, le dinamiche di classe, le attività di laboratorio … tutto cambia» e minacciano: «I genitori non accetteranno supinamente la situazione e, pur con rammarico, iscriveranno i propri figli altrove, molto probabilmente al di fuori dell’Istituto Comprensivo».
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