Al LAC la scultura di Wildt e Medardo, ma brilla Giacometti

E' in corso fino al 10 gennaio la mostra d'arte di inaugurazione della sede principale del Lac e del MASILugano, sul lungolago del capoluogo artistico ticinese, in Svizzera italiana

Arte - Mostre

L’esposizione, intitolata “Orizzonte Nord-Sud: protagonisti dell’arte europea ai due versanti delle Alpi 1840-1960”, è curata dal direttore Marco Franciolli e da Guido Comis; essa propone un percorso pittorico e scultoreo con artisti anche molto noti, come Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Giovanni Segantini e Paul Klee.

Di pittura c’è molto, anche eventualmente a livello didattico, per spiegare ad esempio come è fatto un dipinto divisionista, o cosa è stato il movimento futurista, ma se si deve suggerire un artista, per chi ancora non lo avesse visto alla Zuest di Rancate, ci sono due bellissime nature morte di Albert Anker.

Il percorso tuttavia, articolato su due pani, è di effetto soprattutto per le sculture di artisti eccelsi, alcuni ben noti al grande pubblico, altri non del tutto: parliamo di Adolfo Wildt, Medardo Rosso e soprattutto di Alberto Giacometti, che con merito chiude l’esposizione in terra svizzera.

Adolfo Wildt (1868-1931) è uno scultore nato, cresciuto artisticamente e morto a Milano, ma figlio di una famiglia di origine svizzera. Conosciuto fin da giovane per la sua enorme perizia col marmo, lavorato direttamente e senza modelli intermedi – come Michelangelo per intenderci -, Wildt è noto per i suoi soggetti drammatici; è riconoscibile inoltre per la tecnica particolare di finitura della scultura, che risulta lucidissima all’osservatore.

Vicino egli al Fascismo in vita, l’immagine di Wildt cadde in disgrazia nel Dopoguerra, ma sono rimasti diversi suoi lavori alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma: ad esempio “Atte”, il busto di donna scolpito a soli ventitré anni, oppure il Busto di Toscanini (1924) acquistato dal musicista e donato allo Stato. “Il puro folle” risulta invece esposto nella mostra che si sta chiudendo al Vittoriale su “Gli scultori di D’Annunzio. Anima e materia”, curata da Vittorio Sgarbi. Al LAC di Wildt c’è, tra gli altri lavori, uno dei suoi bronzi più noti: “Vir temporis acti” (1911), proveniente dai Musei Civici di Venezia.

Il torinese Medardo Rosso (1858-1928) è più noto, anche perché giusto la scorsa primavera la Galleria d’Arte Moderna di Milano ed il Museo Rosso di Barzio (Lc) gli hanno dedicato una mostra monografica che mancava dal 1979 nel capoluogo lombardo.

Allievo a Brera e vicino agli ambienti della Scapigliatura, Medardo ha lasciato un segno indelebile nell’arte a cavallo tra Otto e Novecento, sia per il suo tratto impressionista sia per la sua tecnica scultorea originale, che ricorre spesso al gesso ed alla cera colorata. La recente esposizione ha messo in evidenza la presenza di opere di Medardo alla GNAM di Roma, alla GAM di Firenze e di Torino, a Venezia, al MART di Rovereto,  a Parigi, Dresda e Budapest. Al Lac, proveniente da Winterthur, c’è la scultura di un soggetto abbastanza frequente per l’artista: “Bambino ebreo” (1892); opere di Medardo dallo stesso titolo sono segnalate infatti sia a Barzio che al MOMA di New York.

Alberto Giacometti (1901-1966) al LAC parla poi da solo, non tanto perché la biografia dello scultore grigionese e la fondazione a lui dedicata a Parigi siano più note di altre, bensì perché la sua opera è talmente particolare da renderlo facilmente riconoscibile. E’ stato giustamente scritto che temi fondamentali del suo lavoro sono “la solitudine, la vulnerabilità dell’uomo e la vacuità dello spazio”. In Giacometti, in effetti, la ricerca sulla figura umana prende la strada di un ‘allungamento del reale’ che finisce per negare, consapevolmente, il modello classico di uomo. A Lugano si segnalano in particolare due bronzi: “Uomo che attraversa una piazza” (1949) dalla Kunsthaus di Zurigo, e “Uomo che cammina II” (1960) dalla fondazione parigina.

Si consiglia in ogni caso, in riva al Lago, l’acquisto del biglietto Lac cumulativo per vedere in una sola volta le due sedi del MASI. Perché anche Villa Reali merita.

Lac – Lugano Arte e Cultura
MASILugano
Piazza Bernardino Luini 6
Lugano (Svizzera)
Tel: +41 58 866 4200
www.luganolac.ch
Orari fino al 10 gennaio 2016:
martedì, mercoledì e domenica 10.30-18.30
giovedì, venerdì e sabato 10.30-20

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Pubblicato il 30 Ottobre 2015
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