Uno “tsunami” sull’Oasi della Bruschera

Tagliati alberi e canneti: cittadini preoccupati che torni in auge un vecchio progetto di urbanizzazione con case e alberghi

Angera, disboscamento nell'area della Buschera

Via tutto: rovi, ma anche piante, canneti. All’oasi della Bruschera pare siano entrate le ruspe. Forse non è così, ma il risultato è lo stesso.
Nessuno sa esattamente che cosa sia accaduto e soprattutto quando, ma è quello che il comune di Angera è determinato a scoprire nei prossimi giorni.
E con lui un gruppo di cittadini che si è organizzato e ha fondato un comitato a tutela dell’oasi, che oggi sembra in pericolo.

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I cittadini e alcuni rappresentanti dell’ANUU (associazione dei cacciatori migratoristi italiani) definiscono un “abuso” quello avvenuto nell’area dell’ex Cariplo, che si trova a ridosso dell’oasi Bruschera.

L’Oasi è uno degli ultimi esempi di foresta allagata della Lombardia e presenta sentieri sterrati circondati da alti alberi, ontani neri, salici bianchi e canneti. La flora vede la presenza di specie rare come la viola palustre e le ninfee bianche.
Qui molti uccelli acquatici s’annidano e svernano, tra i quali il Germano Reale, la Gallinella d’Acqua, il Martin Pescatore. L’area comprende anche l’Isolino Partegora, sul quale è presente, da alcuni anni, una colonia di cormorani.

La zona ex Cariplo, chiamata così perché un tempo c’era un centro di formazione Cariplo-Banca Intesa, è stata poi acquistata da una società americana che aveva presentato un progetto per la realizzazione di alcune abitazioni e di una serie di strutture che potessero “riqualificare” l’area che si trova in una zona davvero appetibile: a 300 metri dal lago e circondata dal verde (qui: Oasi Bruschera, il piano urbanistico).

Dopo anni in cui nessuno pareva più interessato all’area nei pressi dell’oasi, ecco che improvvisamente qualcuno si è fatto vivo, munito di seghe.
Il disboscamento è notevole, sia nella parte che dà sulla provinciale sia in quella che di fatto è una via di accesso al lago.

Il sindaco Alessandro Paladini Molgora si è già mobilitato: “Ci avevano segnalato il taglio del canneto, ma a causa del maltempo siamo riusciti a fare un sopralluogo solo nella parte che guarda la provinciale. Domani manderemo vigili urbani e tecnici del comune a ispezionare la parte sul retro, quella visibile solo dal lago. Poi cercheremo di capire chi si sta muovendo e soprattutto perché”

Preoccupato il comitato dei cittadini : “Tutto ciò che è stato tagliato si trovava in area demaniale esterna alla proprietà ed interna a ZPS (Zona di protezione speciale) e al SIC (Sito di interesse comunitario) – nominato Canneti del lago Maggiore -spiegano-. In passato, quando fu presentato il progetto di urbanizzazione di quell’area nell’oasi, era stata prodotta una relazione redatta da una nota biologa che stigmatizzava il pericolo di un simile carico urbanistico in una zona di assoluto valore ambientale.

Si parla di una superficie lorda di 22.000 metri quadri dei quali 8.500 destinati a residenza. Vogliamo sapere chi c’è dietro questo taglio selvaggio e soprattutto qual è il progetto. L’oasi va protetta ad ogni costo. Ed è quello che ci prepariamo a fare”.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    In Italia l’unica cosa che funziona bene son sempre le motoseghe e le betoniere del cemento. Ma che schifo di paese.

  2. Scritto da natura

    Sappiamo bene che la protezione e conservazione della natura in Italia non è più (lo è mai stata?) una cosa seria.Nel caso specifico finchè SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale), istituite ai sensi delle direttive europee “Habitat” e “Uccelli”, recentemente confermati dalla commissione europea, non avranno solidi PIANI di GESTIONE e SORVEGLIANZA questo è quello che avviene: un degrado progressivo che avanza nell’incuranza delle istituzioni.

  3. Scritto da Felice

    “L’oasi va protetta ad ogni costo”

    Ora capite perchè nascono i fronti attivi di cittadini. Siamo in mano a predoni senza scrupoli….gravissimo ed imbarazzante che il sindaco non sappia nulla. Credo sia giunto il momento di combattere per avere un minimo di garanzia di vivibilità e di sopravvivenza del territorio.
    Quanti vogliamo essere? Quali limiti vogliamo raggiungere? Quanto dobbiamo ancora sacrificare sull’altare del denaro?
    Capite ora perché in Val di Susa ci sono persone che si sono trovare depredate del loro territorio?

  4. massimodettomaxime_rovera
    Scritto da massimodettomaxime_rovera

    Nessuno ha assistito allo scempio?
    I vigili, le istituzioni???
    Strano, per compiere un delitto del genere non ci vuole un giorno!
    Tutti complici…sindaco in primis.
    Chi non vede e non parla è complice e se ad essere violato è l’ambiente la pena è tripla.La natura è un bene primario di tutti.#arianuova #natura #sindacogohome

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