Dal web all’allevamento, il futuro è veloce quanto una lepre

Roberto dopo vent'anni passati tra computer e cellulari ha detto addio ai bit e all'elettronica per dedicarsi a galline, conigli, lepri, uova e ortaggi. E oggi è felice

Lepri

Il grande successo di partecipazione a Glocal e l’avanguardia prorompente di Varesenews hanno confermato l’esigenza continua e incessante di avere cura anche dei dettagli nello sviluppo del nuovo mondo della comunicazione e dell’informazione. In pochi anni ci è stato messo a disposizione un vero continente dalle molteplici realtà inesplorate e si deve imparare a conoscerle, valutarle e viverle in tempi rapidi per non essere scavalcati e diventare dei Flintstones.

Nei giorni di festa web abbiamo però avuto la conferma di una situazione in netta controtendenza rispetto alle bellissime e continue fiammate dei partecipanti a Glocal, paradiso delle magie della Grande Rete. Un caro amico, Roberto, dopo intensa attività e successi proprio nel regno informatico, dove ha operato come tecnico e commerciante per oltre vent’anni, è passato ai silenzi, ai tempi e ai passi tranquilli di un modo di vivere dettato da una cultura antica: quella agricola, della sua terra. Basta computer, basta cellulari e smart, basta sofisticati impianti d’allarme e video sorveglianza: è ben più gratificante assecondare il ritmo delle stagioni e piegarsi ai capricci del tempo negli ampi spazi punteggiati da boschi e campi e delimitati dalla vette appenniniche.

Dare l’addio a un negozio e a un centro informatico di notevoli certezze e prospettive, a un riferimento d’avanguardia fondamentale per una vasta zona dell’Appennino Reggiano, rappresenta una clamorosa scelta di vita se si pensa che ad attuarla è stato un imprenditore ancora giovane. Roberto lo ha fatto e cambiamento più radicale è difficile immaginare: ora si dedica anima e corpo all’allevamento di lepri e parecchio altro insieme alla compagna Roberta che già aveva avviato l’attività. Varesenews se ne era occupata tempo fa appunto per la singolarità dell’iniziativa imprenditoriale.

Dice Roberto: «Non ci sono stati né una crisi di rigetto per motivi contingenti, né pentimento per quanto ho fatto in questi anni perché moltissimo resta dell’innovativo servizio reso alla comunità; mi sono semplicemente accorto di quanto fosse artificiale questo vivere di corsa del nuovo secolo, così ho alzato la testa e ho cominciato a esplorare un mondo, quello agricolo, da tutti considerato vecchio, superato, ma che ha ospitato generazioni e generazioni che di strada ne hanno fatta molta. E’ accaduto anche qui, in questa terra, dove la comunità è stata guidata verso traguardi invidiati anche da chi vive altre realtà, inserite addirittura nei circuiti nazionali e internazionali».

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Vero, ma la tua potrebbe diventare una rinuncia al futuro.
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Ha un futuro ed è ricco di certezze anche ciò che ho deciso di fare insieme alla mia compagna. Siamo convinti, io e Roberta, di non esserci votati alla trappa, ma di svolgere un servizio al nostro territorio e alla sua gente. Quando ancora io me ne stavo rinchiuso tra le quattro mura del negozio, Roberta già allevava lepri con successo; ora che anch’io partecipo a tempo pieno all’attività dell’azienda RO&RO gli orizzonti si sono allargati. Mi azzardo a dire che abbiamo iniziato un percorso di recupero di valori e sapori che la rivoluzione del commercio, il cambio di gusti imposto dai grandi produttori internazionali di cibo e i nuovi stili di vita basati sulla velocità e il tutto e subito hanno declassato e marginalizzato. Per certi aspetti questo nuovo modo di vivere e di consumare ha disumanizzato riferimenti e rapporti che erano fondati su contatti molto importanti perché cementavano conoscenze, amicizie, reciproco soccorso. Erano rapporti particolari e utili umanamente per le persone anziane e per chi abita in centri relativamente piccoli e comunque lontani da influenze, diciamo, urbane. Ecco, noi cerchiamo di fare in modo che la nostra azienda sia parte e viva in sintonia con la piccola frazione dove è locata. Stiamo scoprendo giorno dopo giorno che si può produrre in modo innovativo rispettando le tradizioni e prestando orecchio a ciò che ci circonda».

Quindi si è trattato di un mutamento irreversibile, ma con l’occhio bene attento al recupero di valori solidi e ben collaudati: giusto?
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Sì, lei ha fatto centro – interviene Roberta – l’aspetto pratico e accattivante della nostra attività agricola è quello di recuperare qualità e sapori di prodotti dei quali la gente parla da tempo con nostalgia. La grande distribuzione offre ogni giorno dell’anno una vasta gamma di prodotti che arrivano anche da altri continenti; noi, con le nostre galline ovaiole che “raspano” libere, con i nostri conigli alimentati solo a fieno prodotto in azienda senza utilizzare concimi chimici, con le nostre oche e i nostri capponi alimentati in modo naturale e liberi di scorrazzare per la collina, il frumento coltivato come facevano i nonni e infine il nostro orto biologico possiamo offrire solo prodotti stagionali ma di qualità altissima, capaci di far rivivere sensazioni di un tempo.Li vedi sulla tavola o ancora attaccati alla pianta nell’orto e ti vien voglia di assaporarli».

La natura e l’attività dell’uomo e degli animali…in diretta
«È vero – aggiunge Roberto – i nostri clienti possono vedere la gallina che depone l’uovo in mezzo al campo, poi raccoglierlo e berlo ancora caldo; possono osservare i conigli che ti fanno l’occhiolino mentre divorano erba medica profumata; possono passeggiare nell’orto tra cipolle, insalate, fagiolini, zucchine, melanzane e pomodori e, giorno dopo giorno, osservarne la crescita e la maturazione. La visita in azienda è un momento di creatività incredibile ed è pure istruttiva, specie per i bambini. Ci è capitato di vedere bimbi staccare un pomodorino dalla pianta, metterlo in bocca e meravigliarsi per il sapore. C’è anche un altro aspetto: il recupero della sapienza antica, tramandata oralmente, sul modo di coltivare e pure di cucinare: si tratta di un autentico patrimonio culturale che tendeva a dissolversi nel vivere di corsa del ventunesimo secolo».

La vendita dei prodotti come avviene?
«Per uova e conigli abbiamo già una clientela consolidata che prenota poi viene a ritirare in azienda o facciamo consegne a domicilio. La produzione del grano si è iniziata solo quest’anno: una parte la utilizziamo per l’alimentazione delle galline, l’altra è stata macinata e la stiamo vendendo in sacchetti preconfezionati. La produzione orticola è stagionale. Dalla prossima primavera funzionerà un chiosco per la vendita posizionato all’entrata dell’orto, quindi non nella piazza del paese come è stato per l’anno che va a finire. Questa scelta è dettata dall’esperienza fatta. Abbiamo notato che il cliente, soprattutto se si tratta di famiglie, è attratto dall’orto in produzione, vuole vederlo e addirittura raccogliere le verdure con le proprie mani. Il chiosco all’entrata, raggiungibile comodamente in auto, ci permetterà di assecondare ulteriormente il cliente che potrà scegliere i pomodori e le zucchine o farsi cavare le patate direttamente dalla terra. Più che a km zero sarà una vendita a metro zero».

Nessun trauma dunque per l’addio al passato e per un nuovo cammino iniziato con l’allevamento di lepri del quale Varesenews ebbe a occuparsi per alcuni aspetti divertenti…
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L’allevamento – conclude Roberto – si è consolidato e arrivano qui a Rosano, al centro dell’Appennino Reggiano, compratori da ogni parte d’Italia. Abbiamo attivato anche una interessante collaborazione-sperimentazione con un Istituto universitario. Possiamo affermare con tranquillità che le nostre lepri da riproduzione e ripopolamento sono immuni da malattie, quelle malattie devastanti che in anni passati l’Italia ha importato dall’Est Europa. L’allevamento si sviluppa oggi su di una superficie di circa 50 ettari , prima in gran parte incolti, recintati con reti antilupo e videosorvegliati. Ultima chicca: per tener puliti i recinti dall’erba che non piace alle lepri abbiamo allevato una squadra di asinelli che sono diventati anche un’attrazione, soprattutto per i bambini. Che a nessuno passi per la testa di dar dell’asino a qualcuno: si tratta di animali miti e intelligenti. Invito a venirli ad accarezzare a Rosano».

di
Pubblicato il 28 dicembre 2016
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