Il basketmercato della Openjobmetis, spiegato bene

Caja e Coldebella vogliono una squadra di combattenti. Quanti giocatori mancano (e chi potrebbe arrivare), quali sono le certezze, chi potrebbe salutare da qui al raduno

Openjobmetis Varese - Vanoli Cremona 78-75

La Pallacanestro Varese – possiamo ufficialmente chiamarla Openjobmetis anche nella stagione 2017-18 – è da tempo alle prese con le consuete operazioni di mercato estivo. La società, che nei mesi scorsi ha dovuto ripianare alcune perdite accumulate nel tempo, avrà un budget per gli acquisti e gli stipendi di medio-basso livello tra le società di Serie A; tuttavia il club appare abbastanza sereno, anche perché può contare su un allenatore (Attilio Caja) che ha fatto molto bene nella seconda parte della stagione precedente e che ha tra le sue qualità la capacità di far fruttare giocatori – e squadre – che non sono considerati di primo piano.

LA FILOSOFIA DELLA SQUADRA

In un incontro informale con i giornalisti che seguono da vicino la Openjobmetis, il direttore generale Claudio Coldebella ha dichiarato di voler creare una squadra “brutta, sporca e cattiva”, parole da non prendere alla lettera ma che denotano la scelta di giocatori affamati, in cerca di una vetrina importante, disposti a lavorare duramente in settimana (altra caratteristica di Caja) e a dare l’anima sul parquet. Coldebella ha ricordato la situazione di Trento (fresca finalista di Serie A) oppure di Pistoia, società che riesce ad andare ai playoff, o a sfiorarli, facendo leva proprio su caratteristiche mentali e fisiche, prima ancora che tecniche. Fare tornare Masnago un “fortino”, sorprendere qualche avversaria sul proprio campo, magari senza quelle partenze ad handicap che hanno caratterizzato gli ultimi due campionati: questo è l’obiettivo “semidichiarato” a un mese e mezzo dal raduno, che dovrebbe avvenire il 16 agosto (o comunque in quei giorni). Ma vediamo cosa è stato fatto e cosa ancora c’è da fare, a livello di acquisti.

IL BELLO DEVE ANCORA VENIRE

Iniziamo dal piatto più succulento, quello cioè che deve essere ancora servito in tavola. Al momento attuale, alla rosa della squadra di Caja mancano tre giocatori, tutti di grande importanza. Si tratta di tre titolari stranieri, nelle posizioni di playmaker, di ala piccola e di pivot, ruoli che lo scorso anno erano occupati da Eric Maynor, Chris Eyenga e OD Anosike.
Questi ultimi due sembravano in procinto di tornare a Varese anche per una prossima avventura, ma in questo momento appaiono piuttosto lontani, perché la loro richiesta monetaria (ritocco a salire rispetto al passato) appare superiore all’offerta biancorossa. Probabilmente, quindi, né Eyenga né Anosike torneranno in maglia Openjobmetis, anche se la porta per entrambe rimane aperta fino a quando non sarà preso un altro uomo nel loro ruolo. Ipotesi non ce ne sono, per adesso, anche se per quanto riguarda il pivot sembra ci sia stato un sondaggio preliminare verso Julian Gamble, ottimo prospetto (2,08 di altezza) americano che ha giocato in Germania, a Bonn.

Il capitolo più “caldo” però è quello che riguarda il regista, con Maynor che cercherà fortuna negli USA (le franchigie NBA avranno un roster più ampio dall’anno venturo) e che comunque ha uno stipendio “base” triplo rispetto a quello percepito a Varese lo scorso anno. Anche in questo caso, sembra che Varese voglia muoversi in direzione del campionato tedesco: lì hanno giocato sia Cameron Wells, sia Jake Odum. Il primo ha giocato nell’ultima stagione al Giessen (allenato per alcuni mesi dall’ex biancorosso Denis Wucherer: ve lo ricordate?), il secondo nel Wurzburg: caratteristiche differenti, ma impatto e referenze altrettanto buone per entrambi. Ma attenzione anche a una terza via, quella “lituana”: Jamar Diggs ha giocato bene in campionato e in Champions con la Juventus Utena.

Fiat Torino - Openjobmetis Varese 89-76

PELLE IN SOSPESO

E il pivot di riserva? Coldebella considera che in quella posizione sia confermato il caraibico Norvel Pelle (nella foto), arrivato per un pugno di dollari ma già capace di lasciare il segno (seppur con andamento alterno) su diverse partite. Fiutata l’aria e vista la crescita, lui (leggi: il suo agente) vorrebbe andare a guadagnare di più altrove, visto che il suo contratto prevede uno stipendio basso. Varese però lo lascerà andare solo dietro il pagamento della “clausola rescissoria” (si chiama buyout nel basket) che è di 75mila euro per l’Europa. Cifra importante per un giocatore che è ancora da verificare ai piani alti, e infatti finora ci sono stati diversi interessamenti ma nessuna proposta ufficiale di acquisto. C’è una seconda possibilità di addio a Pelle, quella dell’NBA (qui il buyout sarebbe minore: 50mila dollari), ma l’antiguano dovrebbe prima convincere qualche franchigia nel corso delle Summer League, i tornei estivi (Las Vegas e Salt Lake City) organizzati proprio dalla NBA per testare giocatori giovani, riserve o gente in cerca del colpo della vita (ci andrà, tra gli altri, anche Achille Polonara) Stiamo a vedere: se Pelle trovasse un ingaggio Varese passerebbe all’incasso ma dovrebbe trovare un altro lungo per la panchina.

GLI STRANIERI GIA’ PRESI

Dei cinque giocatori titolari, due sono già stati acquistati, e in entrambi i casi si tratta di sorprese. Il primo ad arrivare è stato Stan Okoye, nigeriano di 26 anni, ala (piccola o grande) che ha già giocato due anni fa a Varese da comprimario, e proprio questo ha fatto storcere a molti il naso. Okoye però arriva da due stagioni con ottime cifre in A2 (prima a Matera e Trapani, poi a Udine) e con una richiesta monetaria bassa, pur di riprovare a giocare nella massima serie. Una scommessa, in un ruolo importante ma non decisivo.
Ed è una scommessa anche Tay Waller, 29enne americano “pescato” in Montenegro (lo si è visto anche in Champions) dopo aver giocato anche in Turchia e Kosovo. Uno che – lo descrivono – sa stare in campo e sa fare diverse cose, forse senza eccellere in nessun aspetto del gioco. Si sa che Waller è piuttosto buono in difesa ed è un discreto tiratore; Coldebella lo ha seguito ed è certo che possa funzionare nel sistema di squadra che dovrà creare Caja. A noi resta una certa curiosità ma anche – confessiamo – una dose di preoccupazione per un ruolo già “cileccato” troppo spesso nel recente passato (Coleman, Galloway e Melvin Johnson, gli ultimi tre… Ve li ricordavate?).

IL GRUPPO ITALIANO

Non parliamo dei cantanti della celebre “Tropicana”, ma dei giocatori nazionali che vestiranno la maglia biancorossa l’anno venturo. Ci sono una conferma e qualche novità: la prima è il capitano, Giancarlo Ferrero, ala piemontese che può coprire due ruoli e che è un “pretoriano” di Caja, anche se il suo rinnovo è andato un po’ per le lunghe.
Se di Ferrero conosciamo pregi e difetti, è invece tutto da scoprire Matteo Tambone, playmaker fisicato (può fare anche la guardia) cresciuto a Roma (dove Caja ha molte entrature) e messosi in luce a Ravenna, in A2. Tambone arriva da stagioni in costante miglioramento, dovrà essere la riserva del play titolare (ruolo abbastanza delicato: lo scorso anno fu del veterano Massimo Bulleri) e sarà chiamato a confermare le buone impressioni date nei mesi scorsi anche a un livello superiore.
Varese ha anche acquistato Nicola Natali, giocatore che sarà in fondo alle rotazioni (come i giovani che verranno aggiunti per completare la rosa) ma che comunque vanta una carriera lunga – ha 29 anni – al piano di sotto. Due note di colore: il padre Gino, dirigente di lungo corso, è stato a lungo avversario di Varese con le sue squadre; l’ex biancorosso (e varesino doc) Niccolò Martinoni, suo compagno a Casale Monferrato, lo ha omaggiato su Facebook al momento della firma con la Openjobmetis.

NE MANCA UNO

Non lo abbiamo dimenticato: per il secondo anno, nel reparto esterni, ci sarà Aleksa Avramovic, talentino serbo che l’anno scorso fu tra i migliori quando la squadra andava male, e tra i peggiori quando la squadra iniziò a funzionare. Tutto lasciava pensare a un divorzio (Caja lo mise in fondo alle rotazioni) e invece è diventato un punto fisso, vuoi per il contratto senza uscite automatiche, vuoi per l’età, vuoi per l’etica verso il lavoro che è una qualità indiscutibile di Avra. Che, per capirci, potrebbe rinunciare alla chiamata in nazionale sperimentale per presentarsi al raduno fin dal primo giorno. Però dovrà arrivare con alcuni miglioramenti tecnici, altrimenti sarà un problema sia per lui, sia per la squadra (quindi per i tifosi…).

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 29 Giugno 2017
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Commenti

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  1. Scritto da tony

    Scusate ma si parla di tutti e anche di più, con continue ipotesi di nominativi in entrata ed in uscita, ma LUCA CAMPANI che fine ha fatto ????? Fin che stava bene ha fornito ottime prestazioni, ma E’ ANCORA VIVO ??? SOPRATUTTO E’ (e sarà) UN GIOCATORE DELLA PALLACANESTRO VARESE ??????
    Grazie.

    1. Damiano Franzetti
      Scritto da Damiano Franzetti

      Buongiorno Tony
      Il contratto di Luca Campani scade a fine giugno e non sarà rinnovato.

  2. Scritto da tony

    Peccato, secondo me, se recuperato fisicamente, andava sicuramente confermato. E’ un ottimo elemento.

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