«La Valcuvia diventerà un museo diffuso»

L’idea lanciata questa mattina dall’assessore regionale Cappellini e dal presidente del Consiglio Cattaneo in visita nella valle

Villa Bozzolo e Arcumeggia, il museo Bodini e l’antico convento di Azzio, San Biagio a Cittiglio, ma anche il centro documentale della Resistenza di Cassano Valcuvia e, perché no, la rocca di Orino o la Linea Cadorna.

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visita casalzuigno cappellini e cattaneo dicembre 2017 villa bozzolo 4 di 17

Sono una manciata di luoghi bellissimi – e ve ne sarebbero altrettanti – ma oggi “gemme solitarie” in una valle poco conosciuta.
Perché allora non creare un “museo diffuso” capace di unire queste eccellenze sotto un’unica regia?
È questa l’idea lanciata oggi dall’assessore alla cultura di Regione Lombardia Cristina Cappellini e dal presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo in visita proprio i Valcuvia.

Di ritorno da una mattina di sopralluoghi in valle, è stata scelta Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno per un breve incontro con la stampa con l’intento di illustrare questa idea.

Idea che, ha ricordato Cattaneo, sarà un nodo al fazzoletto per la prossima legislatura. Ma intanto il seme è stato lanciato.

visita casalzuigno cappellini e cattaneo dicembre 2017 villa bozzolo

Sarà Comunità Montana Valli del Verbano a gestire la prima fase “ricognitiva” per aprire a ciascun comune la possibilità segnalare ricchezze culturali e peculiarità nascoste: l’antica chiesa o la valletta nascosta, l’affresco da valorizzare o una tradizione culturale che vale la pena far conoscere.

«Tutto ebbe inizio da una mia visita al museo Bodini in cui emerse una constatazione: la Valcuvia è terra di luoghi straordinari ma poco conosciuti, piccole gemme incastonate da valorizzare. Poter ragionare su una sorta di museo diffuso capace di mettere insieme queste preziosità è molto importante e potrebbe rappresentare un volano per farle dialogare col territorio ma soprattutto per proporlo come offerta turistica», ha raccontato Cattaneo.

«Condivido lo spirito di iniziativa di rilanciare un territorio che ha molto da far vedere fuori da questi confini. L’idea di Regione Lombardia è quella di valorizzare anche le piccole realtà che meritano maggiore attenzione. Il museo diffuso mi piace e mi sembra un percorso che vale la pena intraprendere. Politiche regionali che in questi anni abbiamo già messo in atto con diversi strumenti e che iniziano a dare importanti risultati» ha sottolineato l’Assessore Cappellini.

Lo strumento per arrivare a questo traguardo potrebbe essere quello utilizzato per altri progetti legati alla valorizzazione culturale del territorio che in Lombardia ha dato vita al patrimonio lirico di Bergamo – concentrato sulla figura del maestro Donizetti dove l’intero territorio è stato coinvolto – o Varese4U, il progetto per mettere in rete e valorizzare i siti Unesco della Provincia di Varese. Si tratta di bandi sugli “attrattoti culturali”, come ha spiegato lo stesso assessore, che possono dare ottimi frutti legati allo sviluppo delle reti territoriali esistenti.

Comunità Montana, rappresentata dal vice presidente Luciano Pezza e dall’assessore alla Cultura Simona Ronchi ha colto la palla al balzo sottolineando che l’ente sta già lavorando nella direzione della valorizzazione del territorio, dandosi come primo step quello di favorire una sorta di “censimento” in seno a ciascuno dei 32 Comuni, per identificare i luoghi che potranno entrare a far parte del circuito culturale.

«Sarà una fase che apriremo nella prossima primavera», ha ricordato Pezza.

Altre due le questioni emerse: le piste ciclabili e la possibilità di coinvolgere le reti di volontariato locali come ha chiesto Antonio Cellina, vice sindaco del Comune di Cittiglio.
«Le ciclabili seguono percorsi di attuazione diversi rispetto all’idea del museo diffuso, ma rappresentano una strada importante per far andare a braccetto cultura e turismo», ha ricordato Cattaneo, che ha poi appoggiato il coinvolgimento delle reti locali di volontariato «in un quadro di sussidiarietà» con gli attori di questo progetto.


Il primo appuntamento della giornata valcuviana è stato alla Chiesa di San Biagio a Cittiglio dove Cattaneo e Cappellini hanno potuto ammirare una delle più importanti strutture risalenti all’VIII secolo d.C. e interessata ancora in questi anni da scavi archeologici.

A seguire la visita al Museo Floriano Bodini di Gemonio dedicato all’omonimo artista che vanta al suo interno un’ampia collezione permanente di opere scultoree, da Leonardo Bistolfi a Medardo Rosso, da Arturo Martini a Giacomo Manzù.

Poi la visita fuori programma alla Chiesa di Sant’Antonio di Azzio e al conventino e infine la visita al borgo e agli affreschi di Arcumeggia che dal 1956 è stata trasformata in un borgo dipinto e alla Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, donata al Fondo Ambiente Italiano nel 1989, residenza estiva settecentesca con affreschi in Stile Rococò e il meraviglioso giardino.

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Dicembre 2017
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