La letteratura può aiutarci a capire gli adolescenti
Lo scrittore Angelo Roma ha presentato nell'Aula Bazzaro di Ubi Banca il romanzo "I contraccolpi" (Mondadori). «La maschera che indossiamo con i ragazzi non ci permette di vedere l'unicità di ogni persona»

«Se alla fine di questo libro, la vostra unica conclusione è: “È scritto bene”, beh, allora potete anche gettarlo». Conclude così Angelo Roma, autore del romanzo “I contraccolpi” (Mondadori), il suo incontro nell’Aula Bazzaro di Ubi Banca a Varese, consegnando ai tanti presenti la domanda più importante per uno scrittore, ovvero: qual è il ruolo della letteratura nella nostra vita? (foto sopra da destra: Angelo Roma, Luigi Jemoli, presidente della Fondazione Ubi Banca per Varese, e Mauro Cassani direttore territoriale Varese Nord di Ubi)
Evidentemente per Roma non può essere solo un puro e semplice esercizio di stile. Da Varese a Canicattì, da Parigi a Katmandu, la letteratura deve aiutarci a trovare il nostro posto nel mondo attraverso messaggi e sentimenti universali, condivisibili a qualsiasi latitudine e in qualsiasi tempo. Tutto il resto è vanità, o meglio, mestiere.
Nel suo nuovo romanzo l’autore si confronta con due temi attualissimi: l’adolescenza e l’educazione. La famiglia Barocchi, protagonista della storia raccontata da Roma, è la compiuta espressione della ricca borghesia bergamasca degli anni ’50. È la rappresentazione di un mondo a due facce, uno perbene, da esibire nella buona società, e uno nascosto, ambiguo e dominante, che cova la sua assenza di valori come il fuoco cova sotto la cenere.

Camillo e Lia Barocchi hanno un figlio, Marcello, che viene educato come in una caserma. Abituato a ubbidire e a mostrare, suo malgrado, una maturità ben più adulta della sua età, è costretto a rinunciare al diritto più importante per un ragazzo: la spensieratezza. La salvezza per il giovane Barocchi arriverà dall’arte, grazie all’incontro inaspettato con il teatro, che gli spalancherà un mondo di emozioni e sentimenti fino ad allora sconosciuti, e a un ex docente universitario di critica teatrale che lo aiuterà a comprenderli.
L’autore invita a guardare gli adolescenti «andando ben al di là della maschera razionale che mettiamo quando entriamo in relazione con loro. Maschera che non ci permette di vedere l’unicità di ogni persona». C’è poi un tema sottostante ma altrettanto importante che riguarda il modello educativo della nostra società. «Leadership e personalità – conclude Angelo Roma – sono figli della stessa imbecillità pedagogica». Come dire: l’ambizione dei genitori nella maggior parte dei casi non corrisponde alla felicità dei figli.
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