Mondiale con imprevisto. E con l’orgoglio del 25° titolo iridato

La rubrica di Daniele Cassioli - «L'infortunio a una costola a pochi giorni dalle gare mi ha costretto a cambiare i piani. Fondamentale il tifo dei miei compagni di squadra». I complimenti a Federica Pellegrini

daniele cassioli

(d. f.) Seconda puntata di “Come siete strani, voi che ci vedete”, una rubrica che per l’occasione si veste con i colori dell’iride. Già, perché il nostro Daniele Cassioli ha scritto queste righe per VareseNews subito dopo aver vinto ben tre medaglie d’oro (e due di argento) ai Mondiali di sci nautico paralimpico in Norvegia. Nonostante un serio infortunio (QUI l’articolo). Complimenti, da tutta la redazione e da tutti i nostri lettori! Ora la parola torna a Daniele.

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Daniele Cassioli ai Mondiali di sci nautico paralimpico 4 di 14

Sono caduto. Mi sono fatto male. Molto male. Mi sono rialzato. A 72 ore dall’inizio dei Mondiali di sci nautico 2019, che si sono svolti a Skarnes, Norvegia dal 23 al 28 luglio, è successo l’imprevisto. Nella mia testa e in quella del mio allenatore e della squadra Azzurra dovevo portare a casa il grande slam: 5 ori per la quarta volta di fila e il superamento dei 3 record del mondo detenuti da… me! Sono tornato a casa con 3 ori (figure, salto e combinata non vedenti), 2 argenti (slalom e combinata assoluta), un dolore alla costola per il quale dovrò fare accertamenti medici. A 72 ore dall’inizio delle gare che avevo preparato nei minimi dettagli, durante un salto in allenamento, ho impattato male l’acqua a 50 km/h ed è cominciato un altro Mondiale. Un campionato particolarissimo che mi ha fatto capire come nulla sia scontato. Mi sono fatto forza, anzitutto mentale, e alla fine questa performance ha dato ancora più valore a tutte le medaglie che ho vinto finora, raggiungendo quota 25 ori mondiali in tutto. Una forte sequela di emozioni.

I COMPAGNI, PRIMI TIFOSI – Questa la prima pennellata per ritrarre il Mondiale appena vissuto. Una competizione che è stata anzitutto con me stesso: ho dovuto concentrarmi molto, passando lunghi momenti da solo, in particolare in vista della finale di salto. La specialità durate la quale in allenamento mi sono infortunato. Eppure, proprio dovendo “riprendermi in mano”, ho apprezzato ancora di più il sostegno che la squadra intorno a me e le persone dall’Italia mi hanno dimostrato. Una vicinanza reale, un tifo tutt’altro che retorico. In particolare, grazie alla “costola di D’Annunzio” come l’abbiamo soprannominata per sdrammatizzare, ho potuto vivere appieno una reale condivisione con gli atleti azzurri. Minimizzando le situazioni di fastidio o di incomprensione che possono nascere a causa della tensione e del molto tempo trascorso insieme.

Daniele Cassioli ai Mondiali di sci nautico paralimpico

L’ONORE DI GAREGGIARE – Questo Mondiale, diverso da tutti gli altri, inatteso, imprevisto, mi ha permesso di vivere l’evento nella sua totalità di aspetti, anche contrastanti. A 33 anni ho apprezzato in piena consapevolezza il bello di far parte di un sistema più grande di me. Mi sono sentito onorato di essere uno sportivo. Anzitutto uno sportivo. Prima del campione. Prima del recordman. La International Waterski and Wakeboard Federation mi ha eletto Rappresentante e degli Atleti e questo grande onore mi ha fatto capire ancora di più che qualunque sport pratichiamo, a qualunque livello, siamo sempre parte di un libro più grande di noi. Il nostro compito dunque deve essere quello di farne sempre più parte, godendocelo appieno. Soltanto poi arrivano i risultati. E questo vale sia per gli sport individuali sia per gli sport di squadra. Perché è sempre un grande lavoro di squadra! Sul podio con te c’è sempre un pezzo della tua squadra. Mi porto dunque a casa un profondo rispetto per il team e per chi ha organizzato i Mondiali: dalla Federazione, alle società sportive fino ai giudici. Con un grazie speciale, ma davvero speciale, al mio allenatore Matej e al mio amico di sempre Beppe. E mentre il pensiero va ai prossimi mondiali in Australia del 2021, il mio desiderio più profondo, come spesso mi capita, soprattutto dopo gare importanti, è che la mia storia spinga sempre più persone a praticare sport. Oltre ogni barriera. Questa sarebbe la mia più grande vittoria!

federica pellegrini nuoto oro mondiale 2019

UN’OCCHIATA A… l’oro di Federica Pellegrini

«L’oro di Federica Pellegrini ai Mondiali di nuoto ci dice che quei 200 metri in stile libero li possiamo fare anche noi»

«Non ci credo ancora, ho fatto quello che ho voluto sentendomi come volevo» così Federica Pellegrini (foto sopra / Federnuoto) ha commentato il suo strepitoso oro ai Mondiali di nuoto nei 200 stile libero. La più grande campionessa di nuoto che l’Italia abbia mai avuto mi colpisce sempre molto per quella “leggerezza” con la quale ogni volta si avvia al podio. Anche quando il podio non è d’oro. Non intendo leggerezza da un punto di vista tecnico. Intendo lo “stile” mentale che la caratterizza. Un oro da mordere con cui Federica può congedarsi dal suo ultimo Mondiale. Campioni di questo calibro mi piacerebbe che continuassero a rimanere protagonisti nel mondo dello sport, come esempi per i ragazzi. Non per forza devi vincere l’oro o partecipare ai campionati del mondo. Il tuo podio lo raggiungi quando trovi la tua “leggerezza” e dunque il tuo “stile” che ti fa dire: ho fatto quello che ho voluto, sentendomi come volevo. A quel punto hai vinto e con te vinciamo un po’ tutti. Tutti noi che possiamo e dobbiamo fare sport!

Il sito ufficiale – Daniele Cassioli
Come siete strani voi che ci vedete
La rubrica di Daniele Cassioli per VareseNews

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Pubblicato il 31 luglio 2019
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