Turotti: “La Pro Patria vuole crescere. Sarà un campionato difficile”

Il direttore sportivo dei tigrotti fa il punto sull’estate, sul mercato e sulla stagione che sta per iniziare: «Sarà un campionato più equilibrato ma anche più difficile»

Festa in piazza per la Pro Patria

Da tre anni – era il 7 giugno 2016Sandro Turotti è il direttore sportivo della Pro Patria. Tre anni di grande lavoro, di vittorie e di un progetto portato avanti con intelligenza, visione e l’idea chiara di mettere le basi per un futuro positivo. Non sono un segnale da sottovalutare i diversi contratti pluriennali firmati dai calciatori con la società biancoblu, sintomo della buona salute del club ma anche delle buone referenze nel mondo del calcio attuale.

Direttore, siamo al 14 di agosto, mancano 10 giorni all’inizio del campionato. A che punto è la Pro Patria?
«Siamo in fase di preparazione, in media a quello che può essere questo periodo. Stiamo lavorando per trovare la condizione migliore, sapendo che alla squadra andranno ancora aggiunti un paio di pedine».

Domenica a La Spezia è arrivata una larga sconfitta in Coppa Italia. Come la si lascia alle spalle?
«Dispiace, prendere cinque gol, è sempre difficile da digerire. Ogni partita dà effetti positivi e negativi ma serve per fare esperienza e capire dove si è sbagliato. Fa parte del processo di maturazione della squadra».

Come è andata l’estate biancoblu?
«Per ora molto bene, soprattutto perché non ci sono stati infortuni, a parte qualche acciacco. Il ritiro di Sondalo è stato più impegnativo perché abbiamo fatto amichevoli contro squadre di Serie A, ma ci è servito per confrontarci subito con formazioni di livello altissimo».

Cosa manca alla squadra?
«In questo momento stiamo guardando per un laterale sinistro e un attaccante con caratteristiche diverse da quelle in rosa. Mancano 20 giorni alla fine del calciomercato e al momento non abbiamo fretta; vedremo da qui al 2 settembre di prendere i profili più adatti a noi. Niccolò Baronio (figlio d’arte che si sta allenando con i tigrotti da qualche giorno, classe 1999, ndr) è un ragazzo che ha un profilo giusto, ma deve aumentare la sua condizione per essere valutato al meglio».

Che campionato si aspetta?
«Difficile. Più difficile rispetto all’anno scorso. Confermarsi è sempre più complicato. Sarà un girone vero, con 20 squadre, si lotterà davvero per non retrocedere. L’anno scorso c’erano quattro o cinque compagini che hanno lottato per il primo posto, quest’anno invece è aumentato il gruppo di chi si sfiderà a metà classifica, rendendo il girone più equilibrato».

Quale sarà l’obiettivo della Pro?
«L’obiettivo, sono monotono lo so, è quello di salvarsi e mantenere la categoria. Però una squadra che arriva da un ottavo posto, è giusto che punti a migliorare. Siamo una società che sta costruendo un futuro importante pur senza avere grandi aiuti da fuori. Vogliamo consolidarci a livello societario, ma possiamo promettere di lavorare al meglio per ottenere risultati in crescendo».

Tra dieci giorni sarà già tempo di campionato, allo “Speroni” (domenica 25 alle 17,30) arriverà subito il Monza, grande favorita per la vittoria del Girone A. L’annata si prospetta ardua, ma avere alle spalle un dirigente come Sandro Turotti è già un buon inizio perché la stagione sia positiva.

di francesco.mazzoleni@varesenews.it
Pubblicato il 14 agosto 2019
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