Lucia Uva condannata in appello per diffamazione

La donna risponde per due dei tre capi d’imputazione legati a sue dichiarazioni di alcuni anni fa contro poliziotti e carabinieri

Lucia Uva, protesta in 500  (inserita in galleria)

La Corte d’Appello di Milano ha condannato oggi, martedì 17 settembre Lucia Uva per diffamazione.

I giudici di secondo grado hanno accolto il ricorso presentato dalla pm Giulia Troina e dagli avvocati Luca Marsico e Fabio Sghembri contro la sentenza di assoluzione pronunciata nel 2016 dal giudice varesino Cristina Marzagalli.

La sorella di Giuseppe Uva, l’operaio morto in ospedale a Varese 11 anni fa dopo essere stato fermato e accompagnato alla caserma dei carabinieri di Varese.

Mentre per i militari e i carabinieri che quella sera di giugno del 2008 ebbero a che fare con le due persone fermate in via Dandolo – oltre a Uva anche l’amico Alberto Biggiogero – sono stati assolti con sentenza passata in giudicato dalla Cassazione nel luglio scorso dalle accuse di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona, il “caso Uva” continua a rimanere nelle aule di giustizia per una serie di procedimenti legati alla lesione della reputazione impugnata da agenti e carabinieri.

Uno di questi procedimenti vedeva imputata proprio Lucia Uva per alcune dichiarazioni mandate in onda nel 2011 nel programma tv Le Iene, per alcune frasi scritte su Facebook e per un’intervista rilasciata all’interno del documentario “Nei secoli fedele”.

Tre fatti, rispondenti a tre distinti capi di imputazione: mentre per il capo “a” è stata oggi dichiarata l’improcedibilità per sopravvenuta prescrizione, la condanna è stata invece pronunciata per i rimanenti (il “b” e il “c”).

La sentenza prevede a carico di Lucia Uva una multa di 500 euro e il pagamento delle spese processuali dei due gradi di giudizio, mentre è stata demandata al giudizio civile la quantificazione del danno (la procura generale aveva chiesto una condanna a un anno e 450 euro di multa).

Il giudice ha disposto la liquidazione delle spese a favore dei due legali. «Per noi questa decisione ha un grande valore simbolico», ha commentato Luca Marsico.

Oltre a questo procedimento, Lucia Uva è imputata anche per un altro processo assieme a giornalisti televisivi e del web oltre ad altri soggetti, per accertare se quanto trasmesso nel corso di una trasmissione da un’emittente nazionale – La7 – e quanto pubblicato da un sito internet di informazione sia stato diffamatorio sempre nei riguardi dei sei poliziotti e due carabinieri; in questo procedimento è imputato, tra gli altri, anche lo stesso Alberto Biggiogero.

Su questo processo incombono i tempi della prescrizione, prevista per il giugno 2021: le udienze si terranno però non più a Varese ma a Milano per “incompetenza territoriale” come disposto con ordinanza lo scorso 3 luglio il giudice varesino Alessandra Mannino.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 17 settembre 2019
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