Dunque, come sta andando il nuovo “Città di Varese”?

Bene, dal punto di vista sportivo, visto che la squadra è in testa al proprio campionato. I giocatori sono seguiti da un pubblico numeroso, nonostante le cattive condizioni del campo delle Bustecche, la vera problematica di questi tempi

città di varese

Lo scorso 22 settembre, a Castelveccana, registrammo l’esordio nel campionato federale di più basso rango (la Terza Categoria) di una nuova squadra, l’unica che quest’anno porta espressamente il nome di Varese tra quelle iscritte ai tornei organizzati dalla FIGC. Il nome completo è “Asd Città di Varese”, i colori sono quelli tradizionali (bianco e rosso) e la sua presenza in campo è stata salutata con opinioni contrastanti: c’è chi ha sposato subito il nuovo progetto, un po’ per non perdere l’abitudine di fare il tifo e un po’ perché il club è completamente staccato dal “Varese” del recente passato; c’è anche chi ha storto il naso e ha preferito seguire altre formazioni della provincia in attesa che il calcio semiprofessionistico torni a fare capolino nel capoluogo.

Ora, a distanza di quasi due mesi da quel giorno, è tempo di tracciare un primo bilancio di un’avventura calcistica che, inevitabilmente, sta facendo parlare di sé tra gli sportivi e soprattutto tra gli “orfani” del Varese, inteso come la compagine (con diverse denominazioni) che tra il 1910 e il giugno del 2019 ha rappresentato il football cittadino. E che è ingloriosamente scomparsa con l’ultima gestione Benecchi dopo almeno tre anni di fatiche, bugie, rinvii e delusioni. Le foto a corredo dell’articolo sono di Ezio Macchi, che prosegue con passione a documentare il cammino della squadra come faceva negli anni d’oro.

A GONFIE VELE IN CAMPO

Il riscontro più diretto, riguardo il Città di Varese, è quello sportivo: la squadra affidata a un allenatore esperto come Stefano Iori, non ha praticamente sbagliato un colpo. In otto partite, Beretta e compagni hanno ottenuto 22 punti con sette vittorie e un solo pareggio (a Brebbia), e nel loro cammino hanno già sconfitto alcune delle avversarie più vicine in classifica ovvero la Valcuviana (seconda a quota 18) e il France Sport (quarto con 15 punti). Restando alle statistiche, i biancorossi vantano il migliore attacco (19, come Valcuviana e Rancio), la miglior difesa (5 gol subiti dal portiere Isella) e il capocannoniere che è Matteo Ponti, 11 reti all’attivo. Un attaccante per cui non è sprecata la definizione “di altra categoria”, visto che l’anno scorso in Prima (categoria, appunto) esultò per ben 25 volte. Le ultime due reti di Ponti sono arrivate nel match vinto in extremis a Bisuschio per 2-3, anche se il gol-vittoria è arrivato da Neborak. «Attenzione però: tante partite sono state equilibrate e fare punti non è quasi mai stato facile. Non siamo una “corazzata”, dobbiamo sudarci ogni punticino anche se per ora siamo lassù in cima al campionato» racconta il vice presidente Stefano Amirante.

I primi mesi del \"Città di Varese\"
Il campo delle Bustecche non è tra i più agibili…

TANTA GENTE, TROPPO FANGO

Due questioni, nel frattempo, si stanno incrociando a ogni partita interna del Varese: il pubblico numeroso e la scarsa agibilità del campo di gioco che attualmente è quello delle Bustecche (il centro sportivo che negli ultimi anni è stato chiamato “Varesello”: propositi di grandeur mestamente terminati con la requisizione da parte del Comune…) che viene condiviso con altre realtà, tanto che il CdV è stato costretto a giocare un paio di volte al sabato sera (beh, un po’ come certe partite di Serie B, no?). Il problema è che alle Bustecche la tribuna non è agibile (praticamente è abusiva: non risulta al catasto) quindi la gente si assiepa attorno al campo in condizioni abbastanza pietose specie in caso di maltempo. Basti pensare che attorno alla recinzione non c’è neppure il marciapiede o un nastro di asfalto: chi assiste alle partite lo fa con i piedi tra la terra e l’erba.
Quando piove, quindi, è una sciagura: la partita del 3 novembre contro il Rancio si è potuta disputare solo perché alcune persone legate ai colori biancorossi si sono attivate per dare una ripulita alle pozzanghere. In quella stessa occasione, molti dei presenti si sono intrufolati ugualmente nella tribuna per proteggersi dalle intemperie. Per il momento però, non si registrano polemiche tra il Città di Varese e Palazzo Estense: i dirigenti della Asd si premurano di tracciare le righe e ripulire gli spogliatoi e hanno anche liberato alcuni spazi dell’edificio pieni di cianfrusaglie in attesa di tempi migliori.

I primi mesi del \"Città di Varese\"
Si festeggia un gol sotto la “curva”

Insomma, una brutta cornice a una piccola ma graziosa storia sportiva che in questo momento riesce a radunare intorno all’undici di Iori tante persone: erano oltre 300 all’esordio di Castelveccana ma tutt’ora sono più di duecento quelle che assistono agli incontri casalinghi. Ci sono gli ultras (sotto la nuova sigla “C.U.V. 2019” che sostituisce quella dei “Blood Honour”), ci sono tanti di quelli che negli anni scorsi salivano sui pullman del club “Passione Biancorossa” e molti altri ancora. Vedremo che succederà in futuro: per il momento il grosso della tifoseria più affezionata ha scelto questo come “nuovo Varese” da sostenere.

NEL NOME DI CESARE

Nella sua breve vita, il Città di Varese ha anche conosciuto il tremendo dolore della perdita di uno dei soci fondatori. Lo scorso 9 ottobre è scomparso Cesare Bonazzi, avvocato 51enne e da sempre tifoso biancorosso che, nonostante i gravi problemi di salute era stato al fianco del presidente Stefano Pertile e del vice Stefano Amirante al momento di dare vita alla nuova associazione sportiva. «Per noi Cesare è stato un riferimento importante quando abbiamo dovuto prendere certe decisioni la scorsa estate. Ci piace pensare che questo progetto lo abbia aiutato a sopportare i momenti difficili: oggi la sua figura deve essere uno stimolo per noi tutti» spiega proprio Amirante. E con il lutto al braccio, il Città di Varese ha battuto la Valcuviana per 2-0 a Cuvio in un pomeriggio soleggiato.

DIRIGENTI “OPERAI”

Dal punto di vista della gestione, il Città di Varese è ancora una Asd a tutto tondo. «A chi chiede di “entrare in società”, rispondiamo di venire a dare una mano – spiega ancora Amirante – Stefano Pertile, che è il presidente, si occupa di tracciare le righe sul campo, tanto per farvi capire come stiamo affrontando la stagione. Ed è una scelta precisa: non vogliamo fare la “società di calcio”, siamo in Terza Categoria e siamo appena nati». Alcune persone vicine alla squadra, che spendono tempo libero per dare una mano, sono state tesserate come dirigenti (tra di loro anche Renato Fasetti che è il guardalinee designato dal CdV) ma la struttura è assolutamente amatoriale.

Strada facendo, il Città di Varese ha anche trovato uno sponsor di maglia e cioè le pizzerie “Tourlé” di Gazzada e Marchirolo che si sono rivelate estranee alla vicenda giudiziaria che nei giorni scorsi ha colpito il marchio in altre località (si tratta di un franchising). Il Tourlé e alcune altre realtà garantiscono per ora la copertura necessaria dal punto di vista finanziario, mentre sui pantaloncini dei giocatori campeggia il simbolo di “Fuck the Cancer”, l’evento benefico che si occupa di raccogliere denaro per la Fondazione Giacomo Ascoli. Forse questo è l’unico collegamento con il “vecchio Varese”, ed è anche il migliore possibile.

TERZA CATEGORIA VARESE – GIRONE B
Classifica (dopo 8 giornate): Città di Varese 22; Valcuviana 18; Biandronno 17; France Sport 15; Casbeno 14; Casport 12; Rancio 11; Brebbia, Olona 10; Ponte Tresa 9; Virtus Bisuschio, Pro Cittiglio 4; Fulcro Travedona 2.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 13 novembre 2019
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