Da Haiti all’Africa, fino in Italia: “Non sono comoda da nessuna parte”

Federica Pozzi, medico, presenta sabato 30 novembre il suo libro: riflessioni e lettere nate nell'arco di dieci anni dall'incontro e dalla relazione con tante persone diverse in giro per il mondo

Generico 2018

“Non sono comoda da nessuna parte” è il titolo del libro del medico gallaratese Federica Pozzi, nato da dieci anni di esperienze e riflessioni, tra l’Africa, Haiti e l’Italia.

Il libro – pubblicato due mesi fa con la casa editrice Marna – sarà presentato sabato 30 novembre al Corniciaio di Gallarate (dalle 17.30 alle 19.30).

«Nasce da una raccolta di scritti che ho realizzato nel corso degli ultimi dieci anni di vita e che vuole un po’ ricostruire un percorso su tre piani, quello cronologico, quello geografico (partiamo da Africa, per poi passare ad Haiti e poi rientrare in Italia) ma soprattutto quello di crescita umana, spirituale oltre che numerica (familiare…). La scelta è stata di mantenere i testi delle lettere in versione integrale, come sono stati scritti nel tempo ed aggiungere una ‘’cornice’’ di testo scritta in questi ultimi mesi come introduzione della realtà raccontata ma anche come rilettura a posteriori di quello che ai tempi vedevo e raccontavo. Si è trattato quindi anche per me di un lavoro molto intenso e per certi versi faticoso, di reinterpretazione di un percorso alla luce di una visione più matura che nasce dalla contraria migrazione dal nord al sud del mondo per poi ripartire da un ‘Italia molto diversa da quella che avevamo lasciato, dove però incontriamo la sfida di far crescere la nostra famiglia».

(Foto di Stefano Scotti – Due bambine della Scuola di Ducis (Haiti) attraversano il fiume L’acul sulla strada verso casa)

«Quello che con questo libro mi piacerebbe emergesse davvero non è tanto la nostra di storia ma quella di tutte le persone che in questi anni abbiamo incontrato, persone e vite vere che si incrociano con le nostre e che ci offrono momenti di condivisione e crescita. Questo è possibile solo se le nostre vite si caratterizzano dal movimento, dal non restare chiusi sull’appagamento dei nostri piccoli bisogni ma dall’aprirsi sempre all’incontro ed alla relazione. Da qui il titolo che nasce da una frase vera che pronunciai da piccolina come racconto in questa pagina del libro».

“Non sono comoda neanche da nessuna parte” è una frase infantile, pronunciata in campeggio, mentre passava da una sedia a una sdraio, dalla sdraio a un’amaca. E così venti e più anni dopo è iniziato un peregrinare «scambiando l’Italia con l’Africa, poi l’Africa con Haiti, poi di nuovo qui».

Dall’esperienza nel mondo Federica Pozzi ha tratto una consapevolezza di responsabilità, che vive oggi nel suo lavoro attuale: dal 2015 si occupa di Cure Palliative. «Questo libro approda alla fine, in questi anni di Italia all’importanza allora della cura , al dovere della cura come dimensione umanamente profonda ma sempre possibile e soprattutto doverosa laddove si tocca con mano un limite, che possa essere il limite di una povertà materiale, di una solitudine o il limite della tecnica scientifica. La cura come cura particolare, dell’uno per l’uno diventa allora attenzione alla singolarità della persona, che questo avvenga in un orfanotrofio per bimbi disabili (o meglio inabili alla vita fuori, ma abili alla vita dentro le mura della cura) in Haiti oppure in Italia sulla soglia della vita»

Il libro è nato per raccolta fondi: il ricavato sarà devoluto al progetto ‘’Scuola delle mamme’’ della Caritas di Crenna-Moriggia, un piccolo progetto nato a settembre per favorire l’integrazione culturale di mamme straniere attraverso un corso di lingua italiana, «ma soprattutto per creare quella ‘’prossimità responsabile’’ di cui il libro racconta».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Novembre 2019
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