Tangenti a Induno, interrogatori venerdì

Il giudice per le indagini preliminari Alessandro Chionna sentirà il funzionario del Comune arrestato

Avarie

L’interrogatorio di garanzia avverrà venerdì 15 novembre nella casa circondariale di Varese: il giudice per le indagini preliminari Alessandro Chionna varcherà i cancelli dei Miogni per ascoltare ciò che avrà da dire il responsabile dell’area manutenzioni del Comune di Induno Olona finito ieri, lunedì, in manette con accuse pesanti.

Si parla di tangenti, di truffa ai danni dello stato e di peculato, per un sistema che secondo l’accusa – pm Massimo Politi – ruoterebbe attorno ad un accordo fra il funzionario infedele, aziende fornitrici di servizi e di vendita di beni e un mediatore (un agende di commercio): il tipico schema corruttivo fra pubblico e privato per avere vantaggi economici sotto forma di contanti o utilità varie ai danni in questo caso delle casse comunali. Il difensore del funzionario comunale accusato di questi reati è l’avvocato Patrizia Esposito che sta leggendo le carte dell’inchiesta. No comment sul contenuto, si limita a far sapere che il suo assistito «risponderà alle domande del Gip».

In tutto la guardia di finanza ha effettuato una quarantina di perquisizioni contestuali all’esecuzione delle misure cautelari – due in carcere mentre un’imprenditrice è agli arresti domiciliari – per un’indagine che i vertici delle fiamme gialle provinciali hanno fatto capire che potrebbe riservare altre sorprese: in tutto, per ora, sono 26 le persone indagate, fra cui anche altri dipendenti comunali accusati di assenteismo.

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L’indagine è nata da un controllo che i militari compiono per assicurare il corretto svolgimento di gare d’appalto da cui sarebbero emerse delle sproporzioni fra le gare vinte da un gruppo di cinque aziende implicate nell’inchiesta e quelle aggiudicate da altri operatori economici: mentre le prime avrebbero fatturato un volume di beni e servizi di gran lunga superiore al valore economico di partenza (lievitato a 4,5 milioni su 1,5 milioni di gara, valore incrementato col sistema delle “aggiudicazioni dirette” per lavori urgenti sotto i 40 mila euro), gli imprenditori “sani” hanno invece addirittura visto diminuire il valore del loro fatturato a fronte di gare vinte (su 550.000 euro di gare, lavori fatturati al Comune per 230.000).

«Il nostro lavoro ha come obiettivo anche quello di proteggere le aziende sane, che escono fortemente danneggiate dagli accordi corruttivi di questo genere fra funzionari infedeli e imprese conniventi», ha affermato il generale di brigata della guardia di finanza Marco Lainati.

INTERROGATORI DI GARANZIA ART 294 CPP
Fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento, il giudice che ha deciso in ordine all’applicazione della misura cautelare, se non vi ha proceduto nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto o del fermo di indiziato di delitto, procede all’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione della custodia, salvo il caso in cui essa sia assolutamente impedita.

1-bis. Se la persona e` sottoposta ad altra misura cautelare, sia coercitiva che interdittiva, l’interrogatorio deve avvenire non oltre dieci giorni dalla esecuzione del provvedimento o dalla sua notificazione. Il giudice, anche d’ufficio, verifica che all’imputato in stato di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari sia stata data la comunicazione di cui all’articolo 293, comma 1, o che comunque sia stato informato ai sensi del comma 1-bis dello stesso articolo, e provvede, se del caso, a dare o a completare la comunicazione o l’informazione ivi indicate..

1-ter. L’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare deve avvenire entro il termine di quarantotto ore se il pubblico ministero ne fa istanza nella richiesta di custodia cautelare.

2. Nel caso di assoluto impedimento, il giudice ne dà atto con decreto motivato e il termine per l’interrogatorio decorre nuovamente dalla data in cui il giudice riceve comunicazione della cessazione dell’impedimento o comunque accerta la cessazione dello stesso.

3. Mediante l’interrogatorio il giudice valuta se permangono le condizioni di applicabilità e le esigenze cautelari previste dagli articoli 273, 274 e 275. Quando ne ricorrono le condizioni, provvede, a norma dell’articolo 299, alla revoca o alla sostituzione della misura disposta.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 12 novembre 2019
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