«Non mi interessa il ruolo, conta il lavoro che si svolge»
La Cimberio ha presentato Guido Saibene, sarà il vice di Recalcati. «Quando mi ha chiamato Charlie non potevo rifiutare. Questa società e questa città devono riconquistare una posizione di prestigio nel mondo della pallacanestro»
«Quando ho detto a mia moglie che la conferenza stampa era organizzata per me, non ci voleva credere. E così oggi non mi vedete con addosso la tuta, che è la divisa che preferisco e che indosso volentieri sul mio posto di lavoro, ovvero la palestra». Scherza ma non troppo Guido Saibene, il nuovo assistente di Charlie Recalcati sulla panchina della Cimberio, che si è presentato stamattina nella sede di via Sanvito assistito – per una volta è toccato a lui – dallo stesso coach della Stella e dal general manager Cecco Vescovi.
Cinquant’anni (ben portati), milanese di nascita e di estrazione cestistica («Ringrazio l’Olimpia, Proli, Armani e Bucchi per avermi rivoluto con loro nelle ultime stagioni»), cugino di Gianni Asti, icona della Robur et Fides («uno dei miei grandi maestri, idealmente è qui al mio fianco»), Saibene ha subito spiegato quale sarà il suo ruolo. «Nella mia carriera ho quasi sempre fatto l’assistente e sono ben contento, sia perché in carriera ho avuto la possibilità di affiancare gente come Bianchini, Bucchi, Pesic e Repesa, sia perché ritengo importante il tipo di lavoro da svolgere e non la posizione che si occupa. Avevo diverse richieste ma quando mi è arrivata la telefonata di Charlie per seguirlo a Varese non ho avuto dubbi: evidentemente la mia stagione da "secondo" non è finita e sono ben contento di lavorare con Recalcati, uno da cui posso imparare tanto e che mi sa infondere serenità e calma. E poi, fin dal primo momento in cui ho messo piede qui dentro sono stato trattato come uno di famiglia: questo per me conta molto».
Saibene quindi non allenerà le formazioni giovanili come era accaduto per il predecessore Daniele Cavicchi (che gestiva la under19) ma sarà comunque disponibile in società per un lavoro da "supervisore". «Mi piace parlare e ragionare di basket a tutti i livelli – ha detto il neo coach biancorosso – e per questo voglio fare un po’ il "fratello maggiore" di coloro che lavorano in società. Più sono preparati i nostri istruttori, più i ragazzi possono migliorare: confrontarsi è sempre importante e per questo sarò disponibile anche per una chiacchierata con i tecnici delle altre società locali».
«La scelta di Saibene è andata su una persona che ha grande professionalità, un curriculum importante e che è molto seria» ha spiegato Vescovi, aggiungendo (scherzando) anche il "perdono" «visto che ha questi peccati originali, e cioé le esperienze di Milano e soprattutto Cantù».
Proprio in Brianza ci fu la prima collaborazione tra Saibene e Recalcati: «Ero capoallenatore a Cantù – ha ricordato Charlie – sapevo che Saibene stava lasciando Milano e lo volli come responsabile del settore giovanile. Mi piace avere accanto gente che ha idee e temperamento diversi rispetto a me, ma con cui sono compatibile: Guido è così ed è uno di quei collaboratori da cui ho ricevuto e riceverò tanto».
«Qui – ha concluso Saibene – sono passate tante figure importanti di dirigenti, allenatori, giocatori, giornalisti: io vengo da fuori ma sono pronto a lavorare per "noi", cioè per la Pallacanestro Varese che ha il dovere di lavorare per riportare questa città e questi colori dove meritano. Senza voler scomodare obiettivi irraggiungibili, credo sia possibile fare il massimo per risalire le gerarchie del basket italiano». E uscendo dalla conferenza stampa ricorda: «Qui il grido "Forza Varese" è sempre stato il modo più bello e intenso di sostenere la squadra: sarà il nostro motto, quello con cui firmeremo la stagione».
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